DNA, invito a presentare commenti alla proposta; IA, sostegno alla dichiarazione del Summit di Nuova Delhi e cooperazione con l’India; antitrust, sì alla revisione del regolamento 1/2003; DSA, primi due anni 50 milioni di decisioni revocate.
DNA, invito a presentare commenti con scadenza 20 aprile. La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare commenti sulla Legge sulle reti digitali (DNA), invito aperto a tutti (stakeholder e cittadini) per otto settimane. Pubblicata il 16 febbraio scorso, si chiude il 20 aprile 2026. Tutti i contributi ricevuti saranno sintetizzati dalla Commissione e presentati al Parlamento europeo e al Consiglio per alimentare il dibattito legislativo, indica la nota della Commissione. L’invito a presentare commenti si riferisce alla proposta di Digital Networks Act (DNA) presentata il 21 gennaio scorso. Il regolamento punta a modernizzare e sostituire il vigente Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, oltre a riunire altri atti relativi al settore delle telecomunicazioni con l’obiettivo di aggiornare e armonizzare la normativa di settore.
Intelligenza artificiale: sostegno alla dichiarazione del Summit 2026 di Nuova Delhi e nuove iniziative con l’India. L’Unione Europea sosterrà la dichiarazione dei leader al Vertice sull’Impatto dell’Intelligenza artificiale 2026 a Nuova Delhi, che riconosce che “la promessa dell’IA si realizza pienamente solo quando i suoi benefici sono condivisi dall’umanità”. La vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, sosterrà la dichiarazione a nome dell’UE, confermando l’orientamento dell’Unione a sviluppare il partenariato con l’India, sostenere l’innovazione nell’IA e la cooperazione internazionale, nonché contribuire al quadro di governance globale dell’ IA. In India, la vicepresidente esecutiva Virkkunen ha avviato diverse iniziative, tra cui l’European legal gateway office, la Frontier Ai grand challenge. Link alla dichiarazione.
Antitrust, sì alla revisione del regolamento 1/2003, proposta entro un anno. Ieri la Commissione europea ha pubblicato una sintesi dei contributi ricevuti in risposta alla consultazione pubblica sulla revisione in corso del Regolamento 1/2003, il quadro procedurale dell’UE per l’applicazione delle sue norme antitrust. I contributi mostrano in generale un ampio sostegno dei rispondenti alla revisione del regolamento, al fine di adattare e modernizzare i poteri investigativi della Commissione a un contesto oggi più digitalizzato e di rendere l’applicazione delle norme antitrust più efficace ed efficiente. Essi forniscono inoltre utili indicazioni sul potenziale impatto delle misure in esame. La Commissione ha accolto con favore l’elevato livello di partecipazione, con oltre 80 contributi presentati da un’ampia gamma di parti interessate. Sulla base degli esiti di tale valutazione, la Commissione ha deciso di avviare una revisione delle norme, con l’obiettivo di accelerare le indagini e tenere il passo con cambiamenti quali la digitalizzazione dell’economia.
Digital Services Act, i primi due anni: oltre 50 milioni di decisioni revocate. A due anni dall’entrata in vigore, del Digital Services Act (DSA), la Commissione dà i primi numeri: le piattaforme online hanno revocato quasi 50 milioni di decisioni relative a contenuti o account, pari al 30% dei 165 milioni di provvedimenti di moderazione contestati tramite i meccanismi interni. Si ricorda che il DSA è il regolamento che, per la prima volta a livello globale, ha riconosciuto agli utenti il diritto di impugnare decisioni quali sospensioni, rimozioni o shadow ban dei contenuti, rafforzando trasparenza e responsabilità delle piattaforme. Nel primo semestre del 2025, il 99% delle decisioni di moderazione è stato adottato per far rispettare i termini e le condizioni delle piattaforme, piuttosto che per rimuovere contenuti illegali ai sensi del diritto UE o nazionale. Nello stesso periodo, gli organismi di risoluzione extragiudiziale hanno esaminato oltre 1.800 controversie su Facebook, Instagram e TikTok nell’UE, ribaltando le decisioni nel 52% dei casi chiusi e ripristinando contenuti e account in modo più rapido ed economico rispetto ai tribunali. Il DSSA ha inoltre vietato dal 2024 la pubblicità mirata ai minori e imposto obblighi più stringenti ai marketplace online contro i beni illegali, migliorando tracciabilità, informazione ai consumatori e accesso ai dati per ricercatori e società civile.


