Canali Tv Nazionali in Italia
2025
Elaborazioni a cura dell’Ufficio Studi di CRTV
CANALI TV NAZIONALI ITALIA: scenario 2012 – 2025.
Nel periodo 2012–2025, a partire dal completamento del passaggio alla televisione digitale terrestre (DVB-T), il sistema televisivo italiano ha attraversato una trasformazione strutturale profonda, che ha impattato sulla dimensione dell’offerta, i modelli distributivi e gli standard tecnologici.
Dopo una prima fase di espansione, sostenuta dallo sviluppo del multichannel free-to-air e da una crescente articolazione dei palinsesti, il settore ha progressivamente intrapreso una traiettoria di ricomposizione e razionalizzazione. Tale dinamica risponde sia a esigenze di sostenibilità economica sia all’emergere di nuove pressioni competitive, legate in particolare alla diffusione dei modelli di consumo non lineari e al rafforzamento delle piattaforme digitali. Le strategie dei principali operatori internazionali – tra cui The Walt Disney Company, Paramount Global e Warner Bros. Discovery – unitamente all’accelerazione dei consumi online a partire dal 2020, hanno favorito una progressiva integrazione dei contenuti lineari all’interno di ecosistemi on demand, contribuendo a una selettiva riduzione del numero di canali e a un riposizionamento dell’offerta editoriale.
SCENARIO 2012-2025: offerta complessiva di canali tv in Italia.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). Canali tv a diffusione nazionale su piattaforma DTT (Mux nazionali) e DTH (Sky Italia, Tivùsat) al 31 dicembre. I canali PARENT sono canali «primari» al netto delle versioni omologhe di programmazione (i.e. standard / alta definizione, time-shifted).
In termini quantitativi, il numero complessivo di canali televisivi disponibili sulle principali piattaforme broadcast (digitale terrestre e satellite) ha raggiunto un picco tra il 2016 e il 2018, per poi cambiare progressivamente: nel 2025 si attesta a 283 canali complessivi, di cui 225 riferibili a editori con sede in Italia. Analoga dinamica si osserva per i canali “parent”, ovvero brand primari al netto delle duplicazioni, che si collocano a circa 211 unità, a conferma di una crescente selettività nell’organizzazione dell’offerta. Il saldo tra canali lanciati e chiusi, positivo nella prima fase del periodo considerato, tende progressivamente a riequilibrarsi, con una maggiore incidenza delle uscite negli anni più recenti.
SCENARIO 2012-2025: saldo dei principali movimenti in entrata e uscita.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). Includono i lanci dei canali HD e time-shifted (+1, +24). Non sono considerati i canali riposizionati e/o che sono usciti/chiusi temporaneamente (intervallo di tempo circoscritto).
Parallelamente, il digitale terrestre è stato interessato da un rilevante processo di evoluzione tecnologica verso lo standard DVB-T2/HEVC, tuttora in corso. Il refarming della banda 700 MHz e la riorganizzazione dei multiplex hanno comportato una riduzione della capacità disponibile per i canali lineari, favorendo al contempo l’adozione di standard trasmissivi più efficienti. A partire dal 28 agosto 2024, la Rai, in coerenza con quanto disposto dal Contratto di Servizio con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, diffonde il proprio segnale anche attraverso il MUX B in standard DVB-T2. Più in generale, come si vedrà anche in ambito europeo (Big-5), il DTT si colloca all’interno di un processo di transizione da piattaforma broadcast “stand-alone” a infrastruttura ibrida integrata con ambienti IP.
SCENARIO 2012-2025: distribuzione per tipologia di standard.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). I canali in alta definizione includono le versioni Super HD.
Sul piano tecnologico, il periodo evidenzia un rafforzamento degli standard qualitativi, con l’alta definizione che diventa il formato prevalente: nel 2025 i canali HD (130) superano stabilmente quelli in definizione standard (93), mentre la diffusione dell’UHD resta ancora limitata, seppur in progressiva espansione. Tale dinamica si inserisce in un più ampio processo di efficientamento dell’uso dello spettro e di miglioramento della qualità dell’esperienza di visione.
Dal punto di vista distributivo, il digitale terrestre continua a rappresentare l’infrastruttura di riferimento per l’accesso universale, mantenendo un’offerta stabile e interamente free-to-air (102 canali tv).
SCENARIO 2012-2025: distribuzione per offerta commerciale pay (principale).
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). I canali sono al lordo delle sovrapposizioni tra le offerte commerciali.
Parallelamente, si osserva una rimodulazione del ruolo della piattaforma satellitare (175 canali tv), legata principalmente alla razionalizzazione dell’offerta di Sky Italia e al progressivo riposizionamento del segmento pay verso l’online, pur in presenza di un’offerta ancora qualitativamente e numericamente importante (64).
SCENARIO 2012-2025: distribuzione per modello di finanziamento.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). Sono considerate le principali offerte pay broadcast.
Coerentemente con tali dinamiche, anche il modello di finanziamento evolve verso una crescente centralità dell’offerta gratuita. Già dal 2020 il numero di canali free ha superato quello dei canali a pagamento, tendenza che si consolida nel 2025 con 159 canali free a fronte di circa 66 a pagamento. Il segmento pay-tv broadcast si ridimensiona nel tempo, anche a seguito di discontinuità rilevanti – tra cui la chiusura delle offerte sul digitale terrestre e la revisione delle strategie distributive degli operatori.
SCENARIO 2012-2025: modello di finanziamento per piattaforma.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). I canali sono al lordo delle sovrapposizioni tra le piattaforme.
Sul piano prettamente editoriale, si osserva infine una crescente diffusione di modelli ibridi broadcast-broadband, con l’integrazione di servizi HbbTV, contenuti on demand, funzionalità avanzate e soluzioni pubblicitarie data-driven. I principali editori operano ormai in una logica pienamente multipiattaforma, estendendo il valore del brand oltre il canale lineare e rafforzando le sinergie tra distribuzione broadcast e ambienti IP.
Nel complesso, lo scenario di lungo termine restituisce un sistema televisivo nazionale che, pur mantenendo un’elevata articolazione dell’offerta lineare, entra in una fase di maggiore maturità. Tale fase è caratterizzata da una ricomposizione del numero di canali, dal rafforzamento degli standard tecnologici (HD come riferimento prevalente), dalla centralità del modello free-to-air e da un riequilibrio tra piattaforme distributive. In questo contesto, la tv lineare continua a svolgere un ruolo centrale in termini di copertura e accessibilità, ma all’interno di un ecosistema mediale sempre più ampio, competitivo e integrato con i modelli di fruizione digitale.
CANALI TV NAZIONALI ITALIA: anno 2025.
ANNO 2025: totale canali tv in Italia.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). Canali tv a diffusione nazionale su piattaforma DTT (Mux nazionali) e DTH (Sky Italia, Tivùsat) al 31 dicembre 2025.
A dicembre 2025 sono 283 i canali televisivi complessivamente ricevibili a livello nazionale sulle principali piattaforme, e fanno capo a poco meno di 100 editori (nazionali e internazionali), di cui circa 2/3 hanno sede in Italia. Relativamente ai soli editori nazionali, i canali tv sono 225, di cui 102 trasmettono sul DTT e 175 distribuiti sul satellite (free e pay), al lordo delle duplicazioni tra le due piattaforme. All’interno di questo insieme le versioni time-shifted risultano ormai marginali (4 nel 2025, erano 33 nel 2012).
Di fatto l’offerta complessiva di canali Tv primari cosiddetti “parent”, sulle diverse piattaforme, free e pay, è pari a 211. I canali in alta definizione sono complessivamente 130 (58% del totale) al netto delle sovrapposizioni sulle diverse piattaforme: i canali “HD-only” sono ormai maggioritari e pari a 120 (erano 4 nel 2012). Sono 159 i canali accessibili gratuitamente (DTT e TivùSat), 66 i servizi a pagamento all’interno dei principali bouquet nazionali. Dopo la chiusura di Mediaset Premium (giugno 2019) e di Sky su DTT (aprile 2022), gli unici operatori attivi nel 2025 con dei canali lineari sono Sky Italia e DAZN sul DTH.
Canali tv nazionali in Italia 2025.
Tra i canali gratuiti, 102 sono presenti sulla piattaforma digitale terrestre. Di quelli a pagamento, 64 canali tv sono prodotti sulla piattaforma satellitare da Sky e 2 da DAZN, attraverso un accordo commerciale di distribuzione con Sky stesso (DAZN è accessibile anche sulla piattaforma Tivùsat). Le offerte a pagamento contano complessivamente 49 canali in alta definizione (74% sul totale a pagamento). I canali in alta definizione sono presenti principalmente sul satellite (118). Il numero dei canali in alta definizione accessibili gratuitamente (su digitale terrestre e TivùSat) sono 81, in crescita negli ultimi anni (erano 5 nel 2012).
ANNO 2025: distribuzione per editore / business model.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). Canali tv a diffusione nazionale su piattaforma DTT (Mux nazionali) e DTH (Sky Italia, Tivùsat) al 31 dicembre 2025. Il dato include le versioni time-shifted e SD/HD, diversamente per il DTT non sono considerati i canali con medesimo palinsesto e LCN differente.
I principali editori nazionali per numero di canali, presenti su tutte le piattaforme, sono il Gruppo Sky Italia – Comcast (49), Rai (45), il Gruppo Mediaset (20), il Gruppo Warner Bros. Discovery Italia (16) e il Gruppo Sciscione (13). I primi cinque editori (Sky, Mediaset, Rai, Discovery Italia e Sciscione) cumulano 143 canali tv pari al 64% del totale. Si conferma l’offerta “mono-business” per la maggior parte degli editori, ovvero una distribuzione rappresentata da soli canali FREE o PAY; diversamente cinque gruppi (Sky Italia, Warner Bros. Discovery Italia, Paramount Italia, Cairo Communication e Class Editori) presentano un’offerta declinata in gratuita e a pagamento.
ANNO 2025: distribuzione per editore / piattaforma.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). Canali tv a diffusione nazionale su piattaforma DTT (Mux nazionali) e DTH (Sky Italia, Tivùsat) al 31 dicembre 2025. Il dato include le versioni time-shifted e SD/HD, diversamente per il DTT non sono considerati i canali con medesimo palinsesto e LCN differente.
Relativamente alla sola piattaforma digitale terrestre (DTT), i maggiori editori nazionali per numero di canali tv sono Mediaset (18), Rai (17), Gruppo Sciscione (11), Warner Bros. Discovery Italia (10) ed Elda (4). Diversamente sulla piattaforma satellitare, Sky Italia – Comcast è l’editore con il maggior numero di canali (49), di cui la maggioranza è a pagamento. Seguono RAI (38), la cui offerta satellitare si è arricchita nel 2020 con il lancio delle versioni “extension” dei TG Regionali su Tivùsat, Mediaset (17), il Gruppo Warner Bros. Discovery Italia (14) e Paramount Global Italia (5). Oltre all’operatore satellitare Sky, Warner Bros. Discovery e Paramount presentano un’offerta mista free/pay che si divide tra Sky Italia e Tivùsat. Incluse le versioni HD, Warner Bros. Discovery Italia raggiunge 10 canali tv con accesso free e 4 pay, Paramount Global (ex ViacomCBS Italia) 1 free e 8 pay. Molti canali gratuiti trasmessi sulla piattaforma satellitare sono il simulcast di quelli presenti sul digitale terrestre (52). Si ricorda che il numero complessivo tiene conto delle versioni time-shifted e SD/HD, viceversa per il DTT non sono considerati i canali con medesimo palinsesto e LCN differente.
ANNO 2025: distribuzione per generi televisivi.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). Programmazione dei principali generi per singolo canale tv.
In termini di programmazione televisiva, si rileva che, su un totale di 225 canali tv, quelli dedicati alle news e approfondimento totalizzano la quota più importante (16%) seguiti da Sport (13%), Cinema & Serie (12%) e Intrattenimento (9%), includendo il sottogenere factual entertainment. Tra i canali a pagamento, i generi Cinema & Serie tv insieme a Sport & Calcio superano complessivamente il 50% dell’offerta. L’offerta gratuita risulta ancora la più varia e bilanciata. Tra i canali a pagamento, i generi Cinema & Serie tv insieme a Sport superano complessivamente il 50% dell’offerta. L’offerta gratuita risulta ancora la più varia e bilanciata.
Confindustria Radio Televisioni monitora anche l’offerta dei canali radiofonici in modalità visual radio (o radiovisione), fenomeno tutto italiano che si è sviluppato sia in termini di brand nazionali che locali. Nel 2025 i canali visual radio a diffusione nazionale (broadcasting) sono 15, di cui quasi tutti sono ormai in alta definizione.
ANNO 2025: radio in modalità visual broadcast.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). Brand radiofonici a diffusione nazionale sulle principali piattaforme broadcasting.
ANNO 2025: principali movimentazioni.
Fonte: elaborazioni Confindustria Radio Televisioni (CRTV). L’offerta a pagamento eCLUTCH sulla piattaforma Tivùsat è stata chiusa nel mese di gennaio 2026.
In apertura d’anno CLASSICA diventa SKY CLASSICA, mentre sul DTT debutta a giugno RADIO 24 (LCN 246), poi rinominato in ILSOLE24ORE TV. Durante l’estate Sky procede con una serie di interventi all’interno della propria offerta con la chiusura di alcuni canali time-shifted (i.e. SKY DOCUMENTARIES +1), il rebranding di SKY SPORT NBA in SKY SPORT BASKET e il lancio di nuovi canali sportivi, a cui si affianca l’uscita dalla piattaforma dell’intero portafoglio Warner Bros. Discovery (DISCOVERY CH, EUROSPORT e offerta FTA). In autunno prosegue il passaggio in alta definizione di alcuni canali sul DTT (i.e. CIELO, SKY TG24, K2 e Frisbee), viene lanciato LA7CINEMA in sostituzione di LA7D. Si segnala inoltre la chiusura di WARNER TV ITALY e l’attivazione di DISCOVERY CHANNEL in chiaro, oltre al riposizionamento di RADIO ITALIA TREND TV in RADIO ITALIA LIVE su Tivùsat. Tra novembre e dicembre si intensifica la riorganizzazione dell’offerta Sky con la chiusura di altri canali time-shifted (i.e. DEAKIDS +1, NICKELODEON +1 e COMEDY +1), il lancio di SKY COLLECTION, il ritorno di DISNEY JR. e la revisione dell’offerta cinema (i.e. SKY CINEMA STORIES). A fine anno cessano anche i canali pay-per-view (PRIMAFILA) di Sky insieme al canale MTV MUSIC.
Updated: 23 aprile 2026
NOTA METODOLOGICA
L’analisi fa riferimento ai canali televisivi a diffusione nazionale distribuiti all’interno dei Mux digitali terrestri nazionali e presenti sulle piattaforme satellitari pay-TV (Sky Italia) e free-to-view (TivùSat). Il dato include anche le versioni time-shifted, in alta definizione (HD / Super HD), ultra-alta definizione (4K-UHD), i servizi a pagamento in pay-per-view (PPV) e i cosiddetti temporary channel, trasmessi nel periodo considerato. In generale, nel monitoraggio non rientrano i canali test e di servizio; per il DTT non sono considerati i canali con medesimo palinsesto e LCN differente.