Rosario A. Donato, direttore Generale di Confindustria Radio Televisioni è intervenuto al World Radio Day 2026 a Milano e ai microfoni di ACI Radio.
“La radio via IP non è anonima: è possibile tracciare le abitudini di ascolto degli utenti, un patrimonio di dati che le grandi piattaforme internazionali utilizzano per finalità commerciali. Questo, però, non significa opporsi alla tecnologia. Al contrario, il settore radiofonico italiano guarda con interesse all’innovazione, pur difendendo il valore delle infrastrutture broadcast” ha dichiarato Rosario A. Donato, Direttore Generale di Confindustria Radio Televisioni ai microfoni ACI Radio in un’intervista a margine del suo intervento al World Radio Day 2026, che si è svolto oggi a Milano (link all’intervista). Il Direttore è intervenuto sui temi al centro della campagna #RadioInAuto, promossa dall’Associazione in occasione della Giornata Mondiale della Radio del 13 febbraio scorso. CRTV e gli Associati hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di garantire un accesso semplice e immediato alla radio (FM, DAB/DAB+, IP) negli autoveicoli .
La campagna ha ricordato agli italiani che ogni giorno la radio in auto raggiunge circa 27 milioni di ascoltatori in Italia. Un numero che testimonia la resilienza del mezzo radiofonico e la sua capacità di rimanere centrale nelle abitudini quotidiane del pubblico, anche in un ecosistema mediatico sempre più digitale. Il tema principale, motore della campagna #RadioInAuto di CRTV, riguarda proprio la presenza e l’accessibilità della radio in FM e DAB in tutti i modelli di autoveicoli. Negli ultimi anni, infatti, alcune case automobilistiche hanno iniziato a integrare sui nuovi modelli sistemi di infotainment che privilegiano l’ascolto solo via internet o tramite applicazioni, riducendo la centralità dei ricevitori radio via broadcast.
In questo contesto, Donato ha sottolineato come la radio IP presenti caratteristiche molto diverse rispetto alla diffusione via etere e che per questo per gli editori radiofonici FM e DAB restano il core business. Si tratta di tecnologie che garantiscono accesso immediato, gratuità e affidabilità, soprattutto in situazioni di emergenza o laddove la connessione internet non è stabile.
“Il punto fondamentale è garantire la libertà di scelta agli ascoltatori. Gli utenti devono poter decidere come ascoltare la radio, senza che l’accesso alle trasmissioni in FM e DAB venga limitato o reso meno immediato. FM, DAB e IP possono convivere, senza che una tecnologia escluda l’altra. Un eventuale cambiamento nelle modalità di fruizione della radio, inoltre, avrebbe conseguenze profonde sull’intera industria: dal modo di produrre contenuti ai modelli economici del settore. L’Italia ha investito molto nello sviluppo delle infrastrutture broadcast, portando la copertura DAB a circa il 90% del territorio nazionale, grazie agli investimenti degli operatori radiofonici. “In questo contesto, il settore ribadisce l’importanza di garantire la presenza e l’accesso immediato alla radio nei veicoli, preservando un equilibrio tra innovazione tecnologica e continuità del servizio. La radio continua così a dimostrare la propria forza: un mezzo accessibile, affidabile e capace di adattarsi alle trasformazioni tecnologiche senza perdere la propria identità” ha concluso.


