Democrazia, audiovisivo, IA e cultura: dallo Scudo europeo alla revisione SMAV, dall’Osservatorio sull’IA alla Dichiarazione di Tallinn.
Scudo europeo per la democrazia: confronto tra Parlamento UE e Consiglio d’Europa. La scorsa settimana la Commissione speciale del Parlamento europeo sullo Scudo europeo per la democrazia ha incontrato il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, e il Ministro di Stato irlandese, Thomas Byrne. Al centro della riunione il Nuovo Patto democratico per l’Europa, che Berset ha presentato come iniziativa allineata allo Scudo per la democrazia dell’UE (EUDS). Il Segretario generale ha evidenziato i punti di convergenza tra i due percorsi, a partire dai diritti fondamentali condivisi dalle due organizzazioni. Ha inoltre fatto il punto sui lavori in corso per uno strumento giuridico contro la manipolazione delle informazioni e le interferenze da parte di soggetti esteri. L’incontro rientra nel più ampio dibattito europeo su resilienza democratica, potere delle piattaforme digitali e trasparenza dei media. Su questi temi l’Unione europea e il Consiglio d’Europa puntano a muoversi in modo coordinato.
SMAV, Commissione accelera sulla revisione e valuta una nuova architettura normativa. La Commissione europea intensifica i preparativi per la revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (SMAV), ma calendario e approccio legislativo restano incerti. Secondo Contexte, la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e la DG CNECT puntano a presentare la proposta entro fine 2026. A luglio il Comitato per il controllo normativo (RSB) aveva respinto la prima valutazione d’impatto. La DG CNECT ne ha ora presentata una seconda versione e spera nel via libera entro metà ottobre. Con un parere positivo, la revisione potrebbe essere presentata insieme al Digital Fairness Act, atteso per l’11 novembre. Resta comunque possibile uno slittamento all’inizio del 2027. Si valuta anche di dividere l’attuale direttiva in due strumenti. Una direttiva conserverebbe alcune disposizioni, tra cui le misure culturali. Un regolamento direttamente applicabile coprirebbe invece le materie che si sovrappongono a DSA, DFA e al futuro Kids Act. Il regolamento potrebbe includere norme sugli influencer e misure sulla visibilità dei contenuti delle emittenti su piattaforme come YouTube. Resta aperto il nodo della pubblicità audiovisiva. Il tema delle opere europee potrebbe invece restare fuori dalla revisione.
Commissione, gara per un Osservatorio europeo sull’IA. La Commissione europea ha indetto una gara d’appalto per un contratto triennale per istituire e gestire l’Osservatorio europeo sull’IA, a sostegno della strategia “Apply AI”. L’Osservatorio dovrà monitorare e promuovere l’adozione dell’intelligenza artificiale nei settori chiave in tutta l’Unione. Fornirà indicatori sull’impatto dell’IA nei settori strategici e analizzerà come il suo sviluppo potrebbe trasformare il mercato del lavoro e l’economia nel suo complesso. Il contraente dovrà creare un quadro di monitoraggio con indicatori sull’adozione dell’IA nei diversi settori, che coprirà investimenti, brevetti, competenze e talenti e infrastrutture informatiche. Sono previste anche relazioni qualitative per settore sui casi d’uso dell’IA nei processi fondamentali. Tra i risultati attesi c’è anche un sito web interattivo.
Cultura e IA, Paesi nordici e baltici e Ucraina adottano la Dichiarazione di Tallinn. Il 7 ottobre a Tallinn i ministri della Cultura e i capi delegazione degli otto Paesi nordici e baltici (NB8) e dell’Ucraina hanno adottato una dichiarazione su cultura, intelligenza artificiale e sicurezza culturale. Sull’IA, i firmatari affermano che non deve sminuire la creatività umana. Si impegnano a tutelare la libertà artistica e a garantire condizioni eque per i creatori, compreso il rispetto del diritto d’autore. Vogliono anche mantenere vive e visibili le proprie lingue nel futuro digitale. La dichiarazione è un testo politico e non prevede obblighi vincolanti. Promuove una maggiore cooperazione transfrontaliera su preparazione e continuità culturale, inclusa la conservazione digitale, perché patrimonio e vita culturale possano resistere a crisi e guerre.

