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SMAV, il Media Il Media Board presenta le sue proposte per la revisione della direttiva. Il 30 luglio 2026 il Comitato europeo per i servizi di media (Media Board) ha illustrato ufficialmente la propria visione sul futuro della direttiva sui servizi di media audiovisivi nell’ambito della consultazione indetta dalla Commission. La proposta più significativa riguarda l’ampliamento del campo di applicazione della direttiva a nuovi ambiti di consumo mediatico: i creatori di contenuti e i servizi esclusivamente audio. Oggi podcast, trasmissioni radiofoniche e content creator si muovono in un quadro normativo frammentato, con regole diverse da uno Stato membro all’altro: ne derivano incertezza giuridica e notevoli difficoltà di applicazione transfrontaliera. Per porvi rimedio, il Comitato raccomanda di ricondurre questi soggetti — insieme alle interfacce utente e ai servizi ibridi — a un quadro europeo armonizzato, fondato sulla responsabilità editoriale e sulla tutela dei consumatori. Per il comparto audio si auspica un approccio mirato, sottolineando che eventuali nuove regole per radio e podcast dovranno essere precedute da un’accurata valutazione d’impatto, così da comprenderne appieno le ricadute sul mercato. Oltre a chi va regolamentato, il Comitato si sofferma su quali contenuti riescono a essere visti. Per contrastare questa tendenza, il Media Board chiede un approccio più incisivo e uniforme che garantisca la reperibilità dei “servizi di interesse generale”: pur lasciando l’attuazione facoltativa per gli Stati membri, auspica orientamenti europei più chiari per aumentare la visibilità online di questi servizi su piattaforme, sistemi di raccomandazione e nuove interfacce basate sull’intelligenza artificiale. Anche le regole sulla pubblicità andrebbero aggiornate. Il Comitato propone di estendere gli obblighi vigenti alle piattaforme per la condivisione di video e ai servizi a richiesta, per garantire condizioni di parità. Soprattutto, mette al primo posto la tutela dei consumatori e in particolare dei minori, chiedendo restrizioni più severe sulle comunicazioni commerciali dannose: stretta sulla pubblicità di truffe finanziarie, integratori alimentari non regolamentati e trattamenti estetici, oltre all’estensione dei limiti alla pubblicità di alcolici a tutti i servizi di media interessati.

Circa 50 milioni di euro per i media informativi. La Commissione ha pubblicato una versione aggiornata della scheda informativa “EU funding opportunities: news media organisations“, che ricostruisce come circa 50 milioni di euro l’anno di sostegno europeo raggiungano il settore dell’informazione — esclusi i fondi destinati al contrasto della disinformazione e alla ricerca — attraverso quattro canali principali: le Azioni multimediali per l’informazione indipendente sugli affari europei, Europa creativa per il pluralismo, le collaborazioni tra media e l’alfabetizzazione mediatica, i programmi per l’innovazione come Europa digitale e Orizzonte Europa, e infine i progetti pilota e le azioni preparatorie proposti ogni anno dal Parlamento. Le sovvenzioni hanno di norma durata di uno o due anni e sono destinate a consorzi di media, che mantengono piena indipendenza editoriale. Tra le linee di finanziamento in corso o recentemente assegnate figurano il Media Pluralism Monitor (2,2 milioni di euro per il 2026), un meccanismo di risposta rapida alle violazioni della libertà di stampa (3 milioni, 2025), le Journalism Partnerships dedicati al pluralismo e alla collaborazione (6,9 milioni ciascuno per il 2026), l’ informazione paneuropea (16 milioni per il 2026). Tra i progetti pilota, un Media Freedom Hub, un sistema di monitoraggio della proprietà dei media e un Festival europeo del giornalismo. Restano aperti quattro bandi: informazione radiofonica e audio sull’UE (4,5 milioni di euro, scadenza 7 settembre 2026), percorsi sostenibili per la sostenibilità economica dei media (12 milioni, scadenza 23 settembre 2026), alfabetizzazione digitale e mediatica come motore di resilienza democratica e civica (12 milioni, scadenza 23 settembre 2026) e individuazione di soluzioni incentrate sugli utenti a sostegno della libertà dei media d’informazione (12 milioni, scadenza 23 settembre 2027).

Fonti: AER, UE

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