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L’Unione europea accelera sull’attuazione del quadro di regolazione digitale tra nuove priorità politiche, azioni di enforcement e nodi ancora aperti su intelligenza artificiale, media e piattaforme online. Dalla prossima Presidenza cipriota alle iniziative contro Stati membri e Big Tech, Bruxelles entra in una fase operativa cruciale.

Presidenza UE. Cipro assumerà il semestre di Presidenza del Consiglio UE dal 1° gennaio 2026. Le priorità in materia digitale riguardano l’European Media Freedom Act, la Direttiva sui servizi di media audiovisivi, l’EU Democracy Shield, l’alfabetizzazione mediatica e la protezione dei minori. In agenda anche l’avanzamento del pacchetto “omnibus” sull’AI Act e la semplificazione delle regole sulla cybersicurezza.

Democracy Shield. Il Commissario Michael McGrath ha difeso la natura volontaria dello strumento, presentandolo come complementare a DSA e AI Act. Confermato il rispetto delle competenze nazionali in ambito elettorale e l’istituzione di un Centro europeo contro la disinformazione.

Libertà dei media. La Commissione ha avviato una procedura di infrazione contro l’Ungheria per il mancato rispetto di EMFA e AVMSD. Le criticità riguardano indipendenza editoriale, tutela delle fonti, servizio pubblico radiotelevisivo, trasparenza della proprietà e concentrazione del mercato.

Copyright e IA. Uno studio della commissione JURI del Parlamento europeo The Economics of Copyright and AI, evidenzia il rischio che l’IA generativa indebolisca gli incentivi alla creazione in assenza di un’equa remunerazione. La licenza legale con tariffe regolamentate è indicata come soluzione più efficace per tutelare contenuti europei e operatori più piccoli.

Rapporto IA e diritto d’autore. Il Parlamento europeo ha rinviato a fine gennaio l’adozione del rapporto di iniziativa su IA e copyright. Restano aperti i nodi sull’applicazione dell’eccezione TDM, sul controllo dell’uso dei contenuti da parte delle IA e sulle modalità di opt-out.

Mercati digitali e IA. Il Gruppo ad alto livello sul Digital Markets Act ha approvato un documento sull’intelligenza artificiale, chiedendo una cooperazione rafforzata tra autorità per affrontare l’uso crescente dell’IA da parte dei gatekeeper. I lavori hanno riguardato anche l’enforcement pubblico-privato del DMA e le attività dei sottogruppi su dati, interoperabilità e IA.

Pubblicità online. La Commissione europea ha preso atto dell’impegno di Meta a introdurre, per gli utenti di Facebook e Instagram nell’Unione europea, una nuova opzione per la visualizzazione di pubblicità meno personalizzata, in conformità al Digital Markets Act (DMA). A partire da gennaio 2026, gli utenti UE potranno scegliere se consentire la condivisione completa dei propri dati per annunci altamente personalizzati oppure optare per un’esperienza pubblicitaria con un livello ridotto di personalizzazione.

Piattaforme sistemiche. La Commissione si prepara a designare WhatsApp, ChatGPT e Telegram come very large online platforms (VLOPs) ai sensi del DSA, con l’applicazione degli obblighi rafforzati. In corso le valutazioni sul perimetro di ChatGPT (due diligence per stabilire se considerare il servizio come un’unica piattaforma o come un insieme di servizi distinti) e sui dati di Telegram (perimetro utenti UE).

Enforcement. Bruxelles ha avviato un’indagine antitrust su Google per l’uso di contenuti editoriali e materiali caricati su YouTube per lo sviluppo e l’erogazione di servizi di IA generativa. L’inchiesta mira a chiarire se l’azienda abbia abusato della propria posizione dominante imponendo condizioni contrattuali sleali a editori e creatori di contenuti o concedendosi un accesso privilegiato ai loro materiali. Particolare attenzione è rivolta ai servizi AI Overviews e AI Mode integrati nel motore di ricerca, che generano sintesi e risposte basate su contenuti editoriali senza un’adeguata remunerazione e senza una reale possibilità di opt-out per gli editori, pena la perdita di visibilità. .Prima sanzione DSA anche contro X, multata per 120 milioni di euro per violazioni degli obblighi di trasparenza.Si tratta della prima decisione di non conformità adottata nell’ambito del DSA:   uso ingannevole della spunta blu e criticità nell’archivio pubblicitario e nell’accesso ai dati per i ricercatori.

Trasparenza pubblicitaria. TikTok si è impegnata a rendere pienamente accessibili e aggiornati gli archivi pubblicitari, con maggiori informazioni su contenuti, targeting e utenti raggiunti. La Commissione vigilerà sull’attuazione degli impegni (si veda).

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