TV regionali tra presente e passato

TT TV REGIONALI - 20 Febbraio 2025

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Il titolo del primo TechTalk del 2025 scelto da Andrea Michelozzi (Comunicare Digitale)  non è scelto a caso. Maurizio Giunco, Presidente dell’Associazione delle TV locali in Confindustria Radio televisioni, ed editore della lombarda Espansione TVLia Serreli, direttore generale del Gruppo editoriale L’Unione Sarda (Videolina e Radiolina) nonché neo Vicepresidente dell’Associazione TV Locali in CRTV e Claudio Cutigni, COO di RTV38, rete TV toscana, sono tre esponenti di spicco di realtà editoriali di eccellenza nel loro territorio. Con la loro storia di presenza strutturata nel territorio rappresentano realtà molto diverse dall’immagine stereotipata di TV locale. Nel talk  si parla delle loro caratteristiche, della loro esperienza di interpretazione del ruolo della tv locale, delle maggiori istanze del settore, di innovazione, di prodotto, di nuove tecnologie, di declinazioni multimediali e multipiattaforma

Videolina (insieme a Radiolina) a breve celebra i primi 50 anni di attività, sono 135 quelli dell’Unione Sarda, un gruppo radicato del territorio, pioniere delle declinazioni online e, oggi, delle sinergie multimediali. Da un paio di anni Videolina ha lanciato un nuovo canale, Sardegna 1,  tutto in lingua sarda: il dialetto è la voce parlata da molte emittenti locali, a testimonianza della ricchezza culturale dell’Italia, anch’esso un patrimonio unico. Espansione TV da 40 anni racconta, informa e dà voce al territorio comasco, che ora vanta ben tre squadre, il Cantù e Varese (basket) e Como (calcio) alla vetta delle classifiche nazionali. RTV38, anch’essa 50 anni di attività, negli ultimi anni ha raggiunto ottimi risultati.  È  un polo di innovazione continua di prodotto e processo a Figline Valdarno, per la passione dell’editore verso le nuove tecnologie. Appena inaugurato un nuovo studio per informazione, talk, eventi, ultimato l’efficientamento energetico, punta ora all’emissione zero.

Giunco sul settore: tv regionali o locali? La domanda non è peregrina e rispecchia un aspetto importante dell’attività di impresa : “Il comparto è saturato da TV locali che in realtà tali non sono, ovvero lo sono in termini di copertura territoriale, ma non di contributo effettivo all’attività di servizio  informativo, all’occupazione e agli ascolti” dichiara Maurizio Giunco. “Il settore tv locale conta oggi oltre 500 emittenti di cui solo le prime 100, rappresentano il 70% dell’occupazione, il 95% degli ascolti, il 92% del fatturato”.  Numeri ma non solo, “questo volume impressionante di emittenti fa sì  che la percezione comune del livello qualitativo delle tv locali si abbassiE’ spiacevole perché il loro ruolo è importantissimo, determinante.  La televisione locale nasce come grande  fenomeno culturale, per dare voce al territorio italiano e alle sue marcate differenze a livello regionale e provinciale, anche per ragioni storiche. La tv locale racconta la politica a livello locale, e da il microfono alla cittadinanza. La capacità di rimodulare il palinsesto in occasione di eventi di particolare rilevanza sul territorio, oltre al costante ruolo informativo, ne fanno uno strumento irrinunciabile. Senza tralasciare l’importante ruolo  di raccordo fra le amministrazioni locali e i cittadini che hanno modo di amplificare le loro istanze e dialogare con le istituzioni territoriali..

Fra le maggiori sfide tecnologiche, la declinazione online (tutte le maggiori TV locali hanno le loro app per IOS e Android) e la total audience, che includerà anche gli ascolti online. Tra quelle normative, la prominence. “Si apprezza il lavoro di Agcom che ha imposto ai costruttori TV l’inserimento dell’icona TV in homepage, nel tentativo di ripristinare un minimo di prominence alla televisione generalista. Basti dire che oggi quando acquisti un televisore integrato, quest’ultimo si accende sulla Home Page IP “colonizzata“ dagli operatori globali. La TV tradizionale non riesce a competere  con i grandi OTT in grado di condizionare i produttori dei televisori. Un aspetto delicato della Delibera 390/24/CONS riguarda proprio le Tv locali che non possono e non debbono essere discriminate nei confronti delle reti nazionali, in ambiente IP, hanno diritto di  avere un’ icona analoga a quella delle TV nazionali (accesso a app per catch up TV)” ha concluso Giunco.

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