Il 14 maggio si terrà un workshop istituzionale alla Camera dei deputati per discutere il ruolo della televisione gratuita di fronte alle sfide algoritmiche e dell’IA generativa, organizzato da Copernicani ETS in collaborazione con Confindustria Radio Televisioni. Tra i partecipanti, il Presidente Antonio Marano.
Giovedì 14 maggio 2026, a partire dalle ore 14:30, si terrà presso la Sala Matteotti della Camera dei deputati (Palazzo Theodoli-Bianchelli, Piazza del Parlamento 19 – Roma) il workshop istituzionale “I media per la coesione e l’inclusione sociale. La TV generalista come difesa da manipolazioni algoritmiche e dell’AI generativa“. L’evento è organizzato da Copernicani ETS in collaborazione con Confindustria Radio Televisioni.
Per partecipare è possibile richiedere di registrarsi inviando il proprio nominativo, ruolo e società al seguente indirizzo e-mail entro il 13 maggio: segreteria@copernicani.it.
Il workshop – concepito come momento di riflessione tra addetti ai lavori – riunisce esponenti del mondo istituzionale, industriale e accademico per affrontare un tema di crescente rilevanza: il ruolo strategico della televisione generalista e del sistema broadcast in un ecosistema mediatico sempre più dominato da logiche algoritmiche e da piattaforme globali che operano al di fuori di regole editoriali condivise.
Il programma dei lavori
I lavori si apriranno con l’indirizzo del Presidente di AGCOM, Giacomo Lasorella, a cui seguiranno interventi su tre assi tematici principali: il valore della televisione gratuita universale per la coesione sociale, a cura della Prof.ssa Mihaela Gavrila (Sapienza Università di Roma), le infrastrutture tecnologiche della televisione digitale terrestre, a cura di Bianca Papini (Confindustria Radio Televisioni), e l’evoluzione del quadro normativo europeo illustrata da Innocenzo Genna del Dipartimento per la trasformazione digitale, Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il programma prevede due panel distinti:
- un panel degli addetti ai lavori, coordinato da Francesco Giorgino (RAI), con la partecipazione del Presidente di Confindustria Radio Televisioni Antonio Marano, Roberto Cecatto (Rai Way), Giovanni Crudele (La7), Gina Nieri (Mediaset), Marcello Dolores (Discovery WB), Giuseppe Gola (Open Fiber) e Massimo Sarmi (Fibercop).
- un panel politico, coordinato da Marco Piccaluga (La7), con gli interventi di Maria Elena Boschi (IV), Maria Stella Gelmini (NM-CP), Valentina Grippo (AZ), Antonio Nicita (PD) e Roberto Rosso (FI).
Le conclusioni saranno affidate a Stefano Quintarelli, già esperto di alto livello sull’AI per la Commissione europea.
I temi al centro del dibattito
I temi affrontati nel workshop muovono da una premessa comune: la televisione gratuita broadcast resta l’unico mezzo capace di garantire a tutti un accesso equo e non profilato all’informazione, lontano dalle logiche commerciali e algoritmiche che guidano i grandi operatori globali. Non discrimina per territorio, non segmenta per abitudini di consumo, non esclude le aree meno servite. È uno spazio comune che unisce generazioni e categorie sociali diverse, costruendo quel patrimonio informativo condiviso che le piattaforme digitali — per natura frammentanti — non sono in grado di offrire.
A questa funzione sociale si affianca un valore strategico che le crisi degli ultimi anni hanno reso evidente. I cyberattacchi alle reti di telecomunicazione e le vulnerabilità strutturali delle infrastrutture IP hanno dimostrato che il broadcast è l’unico sistema in grado di mantenere la continuità del servizio informativo anche nelle situazioni più critiche. Una resilienza che nessuna piattaforma digitale può oggi garantire.
Sul piano della qualità dell’informazione, la televisione gratuita si fonda su contenuti prodotti da giornalisti professionisti, sottoposti a verifica editoriale e regolati da norme chiare: un baluardo contro la diffusione di fake news e contenuti manipolati che le logiche di engagement delle piattaforme globali tendono invece ad alimentare. In un ecosistema digitale sempre più polarizzato, il broadcast offre un punto di riferimento stabile, affidabile e responsabile.
A tutto ciò si aggiunge la sfida dell’intelligenza artificiale generativa. Studi recenti documentano come i sistemi AI siano oggi in grado di esercitare manipolazioni cognitive al tempo stesso massive e chirurgicamente individuali, praticamente non rilevabili dall’esterno. Una frontiera inedita, che porta il tema della sovranità informativa fino alla dimensione della mente umana.


