Regno Unito, al via la consultazione sul futuro della radio

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Il 12 febbraio il Dipartimento per Media, Cultura e Sport del governo britannico ha avviato una revisione complessiva del settore radiofonico con l’obiettivo di accompagnare la transizione digitale, alla luce delle trasformazioni del mercato e delle tecnologie emergenti, inclusa l’Intelligenza Artificiale (link alla nota stampa). La consultazione, che coinvolgerà gli stakeholder dell’industria, mira ad elaborare raccomandazioni condivise sulla futura distribuzione dei servizi radiofonici, nonché indicazioni al Governo per rafforzare la sostenibilità di lungo periodo del sistema radiofonico britannico fino ai primi anni 2040.

I dati: ascolto digitale e ascolto broadcast . La revisione parte da un dato strutturale: oltre l’85% degli adulti nel Regno Unito ascolta la radio ogni settimana. Si tratta di un mezzo ancora centrale nel panorama mediale nazionale, sia per l’informazione sia per la funzione sociale. Parallelamente, però, le modalità di fruizione stanno cambiando rapidamente: circa il 75% dell’ascolto radiofonico avviene oggi su piattaforme digitali o online, anziché su FM o AM. Secondo gli ultimi dati Rajar (4° trimestre 2025), all’interno dell’ascolto digitale:
• il DAB rappresenta il 42,1% del totale;
• gli smart speaker il 18,5%;
• website e app l’11,3%.
Nel complesso quindi, l’ascolto digitale raggiunge il 72%.

Tuttavia, se si guarda al perimetro dell’ascolto “broadcast” (FM + AM + DAB), questo si attesta al 68,1% del totale e sale al 71% se si include anche l’ascolto radio via televisione digitale. Un elemento che conferma come la distribuzione via etere resti ancora largamente prevalente, pur in un contesto fortemente orientato verso la distribuzione online.

I nodi oggetto della revisione. Tra i temi esplicitamente indicati nella consultazione ci sono l’eventuale avvio di una transizione graduale e programmata dall’FM al DAB+ a partire dal 2030, e le relative tempistiche; il possibile impatto delle decisioni sul futuro della televisione digitale terrestre (DTT) sulla distribuzione radiofonica; il ruolo delle tecnologie emergenti, inclusa l’Intelligenza Artificiale, con relativi benefici e criticità.
La revisione si inserisce nel solco della precedente Radio and Audio Review del 2021, che aveva stabilito la prosecuzione dell’FM almeno fino al 2030, raccomandando una verifica congiunta Governo-industria nel 2026 sulla possibilità di uno spegnimento dell’analogico. L’attuale processo si concluderà nell’autunno 2026 con una relazione al Governo, destinata a orientare le future politiche di settore e le ultime fasi della BBC Charter Review in corso.

Oltre il 2030: un mercato DAB maturo avvia la riflessione sulla transizione. Il dato forse più significativo è che questa riflessione prende avvio in un mercato europeo fra i più avanzati nello sviluppo del DAB, sia in termini di penetrazione dei ricevitori – molto elevata anche in ambito indoor – in termini di ascolti, copertura e offerta. Il Regno Unito sconta tuttavia una specificità tecnica: una prima fase di diffusione basata prevalentemente sul DAB di prima generazione, e non sul DAB+, ha avuto effetti di rallentamento nella pianificazione di una transizione programmata. Proprio per questo la consultazione assume un valore strategico: non si tratta di una decisione imminente di switch-off, bensì dell’avvio di una riflessione strutturata sulle modalità e sui tempi della fase successiva, con l’obiettivo di garantire stabilità regolatoria, sostenibilità industriale e continuità di accesso per gli ascoltatori nel lungo periodo. Un segnale che indica come, anche nei contesti più maturi, la transizione non sia un punto di arrivo, ma un processo che richiede programmazione anticipata e consenso intersettoriale dell’industria.

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