L’83% degli acquirenti di auto ascolta la radio in macchina. La metà di loro la considera l’audio che usa più spesso, distanziando nettamente lo streaming (20%), la musica personale (12%), i podcast e gli audiolibri. E il 31% la ascolta ogni giorno, contro il 15% che apre quotidianamente una piattaforma musicale online.
Sono i dati centrali di una nuova ricerca internazionale commissionata da WorldDAB e condotta da Fifty5Blue (già Kantar Media) su 8.000 interviste in Australia, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, presentata l’11 giugno al WorldDAB Automotive 2026 di Francoforte. Un’indagine che fotografa con numeri precisi qualcosa che gli ascoltatori già sanno: la radio in auto non è un’abitudine residuale, è una scelta attiva.
Lo confermano anche i dati su cosa si cerca in una nuova vettura: per il 62% degli acquirenti la radio è una funzionalità “irrinunciabile”, davanti al navigatore integrato, al touchscreen e ai sistemi di mirroring per smartphone. L’85% dichiara che “sentirebbe davvero la mancanza della radio in auto”.
Numeri che diventano ancora più significativi nel contesto attuale, in cui l’evoluzione dei sistemi di infotainment verso ecosistemi chiusi e basati esclusivamente sulla connessione IP rischia di ridurre — o nascondere — l’accessibilità della radio nei nuovi modelli di automobili. Un rischio che la ricerca mette in prospettiva: la radio non è solo intrattenimento, l’83% degli intervistati la considera molto importante in situazioni di emergenza e crisi, e il 52% dice che sarebbe il primo mezzo a cui ricorrere per informarsi mentre guida.
Sul fronte della facilità d’uso, i dati sono eloquenti: il 96% concorda che la radio è facile da usare, l’87% afferma che è sempre raggiungibile con un solo click, il 72% che ascoltarla è più semplice di qualsiasi altra fonte audio. E per il DAB+, piattaforma digitale di riferimento, il 95% degli ascoltatori dichiara di apprezzarne l’utilizzo e il 91% lo trova facile da usare in guida.
“Questa ricerca esprime un verdetto chiaro da parte degli acquirenti di auto: la radio broadcast appartiene all’automobile”, ha dichiarato Jacqueline Bierhorst, Presidente di WorldDAB. “I guidatori se la aspettano, ne hanno bisogno e la apprezzano — non solo per l’intrattenimento, ma anche per l’informazione affidabile, la sicurezza e la connessione con il mondo. Il DAB+ è fondamentale perché porta questi punti di forza nell’era digitale: gratuito, affidabile, facile da usare e progettato per la diffusione universale.”
È esattamente il terreno su cui si muove da tempo anche Confindustria Radio Televisioni: lo scorso febbraio, in occasione della Giornata Mondiale della Radio, l’associazione di categoria delle radio e televisioni italiane aveva lanciato la campagna #RadioInAuto, con uno spot trasmesso su oltre 1.200 passaggi giornalieri sulle emittenti associate e declinato su web e social, per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulla necessità di preservare la presenza e l’accessibilità della radio — su FM e DAB — nei nuovi modelli di veicoli. CRTV fa parte inoltre di Radio Ready in Connected Cars, l’iniziativa che riunisce grandi gruppi radiofonici europei e associazioni di settore (tra cui EBU e AER) per portare una voce unitaria ai tavoli industriali, istituzionali e politici sul tema della radio nelle auto connesse.
Il rapporto completo è disponibile per il download sul sito di WorldDAB.


