Presentato il nuovo Codice Media e Minori

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Il 21 novembre scorso è stata presentata la bozza del nuovo Codice Media e Minori, fondamentale strumento di autoregolamentazione del settore audiovisivo, elaborata con il contributo delle emittenti radiotelevisive facenti parte del Comitato Media e Minori e delle associazioni CRTV, in rappresentanza delle associate nazionali e locali, e Aeranti-Corallo per le imprese radiotelevisive locali e comunitarie.

Il Codice attualmente in vigore, sottoscritto nel 2002, è stato applicato negli ultimi venti anni dalle Emittenti, nazionali e locali, che, nella consapevolezza della responsabilità sociale legata alle loro attività editoriali e in presenza di una disciplina legislativa ancora lacunosa, avevano deciso di fissare regole volte a garantire: da un lato, un opportuno livello di tutela dei minori avverso trasmissioni nocive o non idonee; dall’altro, un’adeguata disponibilità di programmi adatti ai minori e a loro specificamente rivolti.

Il legislatore, riconoscendo l’elevato valore del Codice, ha dato ad esso dignità normativa (Dlgs 177/2005, TUSMAR), rendendolo vincolante nei confronti di tutte le emittenti, indipendentemente dalla sottoscrizione. E ha attribuito ad un apposito Comitato la vigilanza sull’osservanza dello stesso.

L’ applicazione del Codice ha fatto delle emittenti televisive italiane un’eccellenza europea nell’approccio al mondo dei minori, sia come tutela dai contenuti pericolosi, sia come livello qualitativo e quantitativo dell’offerta loro dedicata, dando un contributo all’attività formativa delle famiglie e delle istituzioni.

Con l’evoluzione dello scenario tecnologico e massmediale – legato alla digitalizzazione dei contenuti e alla comparsa di nuovi soggetti fornitori di servizi media audiovisivi – si è assistito ad una trasformazione dell’accesso ai prodotti audiovisivi, con la conseguente possibilità di fruizione dell’offerta audiovisiva via web (su tv, computer o mobile) in grado di determinare forme di visione integrate, svincolate da rigide logiche di palinsesto, orario di emissione, luogo e modalità di consumo.

Oltre a questo, l’introduzione del digitale terrestre e la successiva moltiplicazione dei servizi di media audiovisivi hanno comportato indubbiamente nuove opportunità per i minori e le famiglie: a fianco delle tradizionali reti generaliste, sono nate numerose reti interamente dedicate a una programmazione rivolta a bambini e ragazzi, diversificate a seconda delle differenti fasce d’età e dello sviluppo delle competenze cognitive, emotive e relazionali dei minori.

Alla predisposizione della bozza del Codice, adeguato al nuovo contesto digitale, ha provveduto la Commissione istituita nell’ambito del Comitato, cui hanno partecipato rappresentanti delle emittenti, degli utenti e delle Istituzioni.

Nel merito, pur mantenendosi l’impianto originario del Codice e conservandone intatti i principi ispiratori, sono state introdotte importanti innovazioni:

  • è stata ampliata la platea dei fornitori di servizi media audiovisivi aderenti al Codice (Editori);
  • nell’ambito di applicazione del Codice sono inclusi i servizi non lineari offerti dagli Editori. L’auspicio è che le medesime previsioni vengano adottate anche da ulteriori fornitori di servizi di media audiovisivi diffusi in modalità lineare e non lineare, anche alla luce del perimetro normativo individuato dal TUSMA, che vincola tutti i soggetti con responsabilità editoriale a garanzie di tutela nei confronti dei minori;
  • gli Editori si impegnano ad adottare criteri e livelli condivisi di classificazione dei programmi da sottoporre anche a revisione periodica;
  • gli Editori, relativamente alla loro offerta lineare, informano circa la maggiore o minore adeguatezza dei contenuti per i minori, ricorrendo all’utilizzo di sistemi di segnalazione permanente;
  • per quanto riguarda l’offerta non lineare, gli Editori si impegnano ad applicare la segnaletica sui contenuti proposti, in particolare relativamente ai programmi potenzialmente nocivi, adottando idonei accorgimenti tecnici atti a tutelare i minori dalla fruizione di tali contenuti;

Non si tratta di una mera revisione, ma di un aggiornamento ampio e meditato del Codice.

L’estensione del Codice ai servizi di piattaforma per la condivisione di video, non è, al momento, normativamente possibile in quanto tali soggetti sono disciplinati dall’articolo 42 del TUSMA che individua specifiche e adeguate misure di tutela che i fornitori di piattaforme per la condivisione video devono utilizzare anche in materia di minori. Essi dovranno adottare, tra l’altro, codici di condotta mediante forme di co-regolamentazione e autoregolamentazione ad hoc, su cui vigila l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con potestà sanzionatoria.

Per poter applicare il Codice a tali soggetti si rende necessaria una modifica alla normativa di riferimento.

La revisione del Codice ha avviato l’iter procedurale che prevede il passaggio dalla Commissione Infanzia, per il parere consultivo, e il conseguente decreto di recepimento da parte del MIMIT.

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