Media, innovazione e interesse pubblico, dallo spettro alla radio in auto, fino all’intelligenza artificiale. Questi i contenuti dell’intervento del Presidente CRTV Antonio Marano, in apertura del MAF/Ultra HD Forum.
Il Presidente di Confindustria Radio Televisioni, Antonio Marano, è intervenuto questa mattina al Multimedia Audiovisual Forum (MAF)/Ultra HD Forum nel panel “State of the Industry 2026 – Media, Innovazione e Interesse Pubblico”. La Conferenza Annuale, patrocinata da CRTV, riunisce broadcaster, produttori, aziende tecnologiche, istituzioni e professionisti per discutere le strategie che guideranno il futuro della produzione e distribuzione audiovisiva.
«Media, innovazione e interesse pubblico non sono tre capitoli separati: sono la stessa storia» questo il fil rouge dell’intervento Marano che parte dal ruolo di radio e televisione, servizi di interesse generale e arriva alle sfide poste dall’intelligenza artificiale, passando per la tutela dello spettro.
Il broadcast come servizio di interesse generale. L’innovazione del broadcast, ha spiegato Marano, non è un esercizio tecnico fine a sé stesso, ma il modo in cui un servizio editoriale continua a raggiungere tutti, con maggiore qualità. Radio e televisione sono per legge servizi di interesse generale, con obblighi precisi su pluralismo, tutela dei minori, spazio alle minoranze e alle comunità locali, responsabilità editoriale. Obblighi che hanno senso solo se il contenuto arriva al cittadino così come l’editore lo ha pensato, con il portato di professionalità e responsabilità dell’editore che l’ha ideato e diffuso, senza filtri né intermediari.
Il Presidente di CRTV ha ricordato che il broadcast è l’unica infrastruttura che assicura insieme copertura universale, accesso gratuito senza abbonamenti né profilazione, resilienza nelle emergenze e rapporto diretto tra editore e cittadino. Una piattaforma viva, come dimostrano Rai 4K, in onda in chiaro su tutto il territorio nazionale con l’intero palinsesto di Rai 1 in Ultra HD, e le radio DAB+ nazionali, che superano il 90% di copertura della popolazione.
Spettro e Digital Networks Act. Sul fronte europeo, Marano ha richiamato il Digital Networks Act (DNA), adottato dalla Commissione a gennaio 2026 e in discussione al Parlamento e al Consiglio tra questo autunno e gennaio 2027. Sulla banda sub 700, risorsa essenziale del broadcast digitale terrestre, la posizione di CRTV è chiara: ogni ipotesi di riassegnazione, anche in vista del 6G, deve fondarsi su una valutazione indipendente e trasparente, che dimostri come un modello alternativo garantisca le stesse condizioni.
La radio in auto è l’esempio concreto della posta in gioco: una radio accessibile gratuitamente in mobilità senza la necessità di una connessione dati, è una rete essenziale nelle emergenze alternativa e resiliente. Il rischio è che alcuni costruttori eliminino l’autoradio o puntino su veicoli connessi solo via IP, con interfacce proprietarie che la relegano in un sottomenu a pagamento. A maggio la Commissione europea ha dato il nulla osta a una norma italiana, sostenuta da CRTV e sollecitata anche da AGCOM, che rende obbligatori i ricevitori FM e DAB+ su tutti gli autoveicoli. Ora va adottata in via definitiva e portata nel negoziato sul DNA, perché l’Italia resti capofila di una richiesta sempre più condivisa da molti Paesi europei.
Articolo 21 e intelligenza artificiale. Difendere lo spettro, la radio in auto e la visibilità dei servizi di interesse generale, ha affermato Marano, «non sono battaglie di categoria, ma condizioni perché resti effettivo il diritto dei cittadini a essere informati, tutelato dall’articolo 21 della Costituzione». Un diritto oggi sotto pressione: le Big Tech e i sistemi di Intelligenza Artificiale rielaborano contenuti editoriali, senza l’autorizzazione di chi li produce e senza sostenere costi né responsabilità. La disintermediazione dell’AI generativa, ha avvertito, sta diventando sostituzione, con i cittadini che non raggiungono più l’editore (zero click). Il rischio, ha concluso Marano, è una concentrazione di potere inedita in pochi grandi operatori privati globali, quello che ha definito «suprematismo tecnologico».
Da qui l’appuntamento del 21 ottobre a Roma, quando CRTV, AIE e FIEG si riuniranno per la prima volta insieme nell’evento “Articolo 21: il diritto di sapere”, un appello alla politica nell’anno in cui la Repubblica compie ottant’anni.

