IA: richiesta di maggiori tutele della creatività, il nuovo fronte del search

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Le organizzazioni creative chiedono tutele più forti nell’ AI Act. Una coalizione di organizzazioni creative, tra cui scrittori, artisti, compositori, giornalisti e altri professionisti del settore, ha rilasciato una dichiarazione congiunta sulle  preoccupazioni sull’intelligenza artificiale generativa. La dichiarazione sottolinea la necessità di un’attuazione efficace della legge sull’intelligenza artificiale per salvaguardare i diritti fondamentali e garantire la trasparenza, consentendo al tempo stesso agli AIE (autori e agli artisti., interpreti o esecutori) di esercitare i propri diritti. Evidenzia quindi le criticità dell’AI Act, verato di recente, in particolareper gli aspetti relativi alla gestione delle eccezioni di text e data mining (TDM), che non affrontano adeguatamente l’uso dell’intelligenza artificiale generativa o lo “scraping” su larga scala di opere creative per la formazione di modelli di intelligenza artificiale.

Copyright e IA in UK: rapporto sui grandi modelli linguistici (LLM) e reazioni. La segretaria britannica alla tecnologia Michelle Donelan ha criticato il governo britannico per aver affrontato in modo inadeguato le preoccupazioni sul copyright associate alle pratiche delle società di intelligenza artificiale di utilizzare grandi quantità di dati per addestrare i loro modelli, descrivendolo come un “appoggio de facto” di queste pratiche. Nella sua risposta al rapporto del Lords Communications and Digital Committee sui grandi modelli linguistici (LLM), Donelan ha espresso insoddisfazione per gli sforzi del governo, evidenziando la mancanza di azioni significative sulla regolamentazione dell’uso di dati senza licenza da parte delle aziende tecnologiche. Donelan pur riconoscendo la complessità delle questioni relative al diritto d’autore nell’intelligenza artificiale, è favorevole a un approccio guidato dal mercato alla concessione di licenze sui dati, compresi i contratti collettivi, senza impegnarsi in azioni legislative specifiche. Il governo ha affermato che intende continuare a esplorare soluzioni in grado di bilanciare gli interessi dell’intelligenza artificiale e dei settori creativi, sottolineando una posizione favorevole all’innovazione e rinviando qualsiasi legislazione immediata fino a quando le piene implicazioni delle tecnologie di intelligenza artificiale non saranno meglio comprese.

IA applicata al search: OpenAI pronto a sfidare Google? Gli strumenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale stanno rapidamente diventando il metodo preferito dalle generazioni più giovani che cercano informazioni online, con il 61% della generazione Z e il 53% dei Millennial che preferiscono questi strumenti rispetto ai motori di ricerca tradizionali come Google (ricerca Google “AI usage is UP, nearing majority of Americans”). In questo panorama mutevole, si dice che OpenAI stia lanciando il proprio motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale, sfidando il dominio di lunga data di Google. La nuova piattaforma, annunciata con la creazione del dominio search.chatgpt.com, potrebbe essere svelata la prossima settimana, strategicamente prima della conferenza degli sviluppatori I/O di Google. Google, nel frattempo, non è rimasta con le mani in mano: le sue capacità di ricerca tramite intelligenza artificiale hanno visto miglioramenti significativi, con risposte più rapide e accurate, e il costo di produzione dei risultati di ricerca generati dall’intelligenza artificiale è diminuito drasticamente (-80% nell’ultimo anno), alleviando le preoccupazioni sulla sostenibilità finanziaria della ricerca tramite intelligenza artificiale.

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