Governance dello spettro e banda sub 700, distribuzione IP e connettività, radio in auto: il position paper di CRTV per la consultazione UE sul DNA

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Il fil rouge: garantire la coesistenza di piattaforme di distribuzione complementari costituisce un elemento essenziale di resilienza, continuità dei servizi di interesse generale e preparazione alle crisi.

Dopo aver rappresentato la posizione associativa ai referenti istituzionali nazionali anche in sede parlamentare (si v. audizione in Senato), Confindustria Radio Televisioni è intervenuta nella consultazione pubblica della Commissione europea sulla proposta di Digital Networks Act, appena conclusa, con un position paper articolato intorno a tre dimensioni complementari: governance dello spettro e futuro della banda 470–694 MHz; distribuzione dei contenuti audiovisivi su reti IP e questioni relative alla connettività; tutela dei servizi radiofonici universalmente accessibili.

Broadcasting terrestre come infrastruttura strategica per il sistema Paese e per l’Unione europea. Efficienza energetica e ambientale, resilienza e sicurezza sono le caratteristiche che distinguono le reti broadcast dalle infrastrutture basate esclusivamente su IP. Tali caratteristiche assumono rilievo strategico in una fase politica ed economica complessa, segnata da crisi internazionali, cyberattacchi, blackout, minacce ibride e crescente dipendenza da piattaforme globali non europee. In molti Stati membri, le reti di radiodiffusione terrestre costituiscono una delle poche infrastrutture di comunicazione di massa pienamente controllate a livello europeo e nazionale, gestite nel rispetto di obblighi di interesse pubblico. Si tratta di infrastrutture efficienti dal punto di vista energetico, resilienti, capaci di funzionare indipendentemente dalle reti broadband e idonee a garantire la continuità dell’informazione durante calamità naturali, blackout, incidenti informatici o situazioni di crisi. La radiodiffusione terrestre fornisce un livello di distribuzione autonomo, non basato su IP, che riduce la dipendenza sistemica da piattaforme online globali e da infrastrutture controllate da soggetti extra-UE. Il suo ruolo è quindi sempre più rilevante nel dibattito europeo sulla sovranità digitale e sulle infrastrutture di comunicazione resilienti.

Continuità dei servizi di interesse generale e pluralismo. La radiodiffusione terrestre continua a raggiungere una quota molto ampia di cittadini europei e resta una delle piattaforme di distribuzione mediatica più utilizzate. Essa sostiene il giornalismo professionale e la responsabilità editoriale, uno spazio informativo pubblico condiviso e non algoritmico, la diversità linguistica e culturale e la coesione sociale. La televisione lineare rimane inoltre una fonte primaria di finanziamento per la produzione audiovisiva professionale, a livello nazionale ed europeo. I ricavi pubblicitari e gli obblighi di investimento legati alla radiodiffusione terrestre sorreggono l’intera catena del valore della creazione di contenuti europei. Nel campo delle infrastrutture di informazione e comunicazione, la ridondanza non deve essere considerata inefficienza. La coesistenza di architetture di distribuzione complementari costituisce, al contrario, un elemento essenziale di resilienza, continuità del servizio e preparazione alle crisi.

Banda sub-700: stabilità di lungo periodo e sussidiarietà nella gestione dello spettro. CRTV chiede di garantire stabilità regolatoria di lungo periodo alla banda sub-700 (470–694 MHz), preservandone l’utilizzo per la radiodiffusione terrestre ben oltre il 2030. Solo un orizzonte temporale congruo consente al sistema di programmare investimenti nelle reti, nella produzione audiovisiva e nell’innovazione tecnologica, capaci di mantenere i punti di forza dell’architettura broadcast innalzando qualità e ricchezza dei servizi per i cittadini. Una politica dello spettro fondata sul principio di sussidiarietà riveste particolare importanza. Sebbene alcuni aspetti della gestione dello spettro richiedano coordinamento a livello dell’Unione, l’attribuzione, l’assegnazione e l’utilizzo delle frequenze restano strettamente legati a obiettivi di politica pubblica nazionale. Gli Stati membri devono quindi mantenere la capacità di determinare l’uso più appropriato dello spettro alla luce delle proprie specificità nazionali, della struttura dei mercati media, del ruolo delle infrastrutture terrestri e delle esigenze di sicurezza e resilienza.

No a network fee per i fornitori audiovisivi. CRTV si oppone all’introduzione di qualsiasi meccanismo che possa comportare, direttamente o indirettamente, l’obbligo per i fornitori di servizi di media audiovisivi di corrispondere pagamenti agli operatori di telecomunicazioni per la consegna dei contenuti richiesti dagli utenti finali. Ciò include non solo eventuali network fees esplicite, ma anche strumenti procedurali, come meccanismi di conciliazione o risoluzione delle controversie, laddove possano creare pressioni verso accordi economici relativi al traffico dati. Secondo CRTV, tali misure rischierebbero di indebolire il settore audiovisivo europeo, riducendo le risorse disponibili per gli investimenti nei contenuti e aggravando le distorsioni competitive rispetto alle piattaforme digitali globali.

Radio in auto: il broadcast radiofonico FM e DAB deve restare disponibile, direttamente accessibile e prominente. Il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche riconosce l’importanza della radio prevedendo che le nuove autovetture vendute nell’Unione europea siano dotate di radio digitale terrestre DAB+. Questa previsione ha avuto un ruolo essenziale nel garantire ai cittadini l’accesso a servizi affidabili, anche in situazioni di emergenza. Il Digital Networks Act rappresenta ora un’occasione per aggiornare e rafforzare tali disposizioni, in particolare l’articolo 112 e l’Allegato V, assicurando che la radio continui a essere disponibile anche nei veicoli di nuova generazione. CRTV chiede che non solo i veicoli di categoria M, ma anche quelli di categoria N e T, nonché i quadricicli delle categorie L6e e L7e, siano dotati di capacità di ricezione radio analogica e digitale terrestre. L’accesso alla radio dovrebbe inoltre essere immediato, diretto e prominente, anche nei sistemi di infotainment e nelle interfacce digitali dei veicoli, garantendo la continuità della ricezione e della visualizzazione dei servizi radiofonici anche in caso di aggiornamenti software o firmware.

Il documento completo della posizione CRTV è accessibile a questo link.

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