Sul piano banda ultra larga, il sottosegretario Giacomelli durante l’audizione presso l’8° Commissione lavori Pubblici del Senato ha detto come la competizione infrastrutturale innescata tra gli operatori del settore è andata a beneficio dei cittadini e dell’intero paese. “Con il nuovo modello si garantisce a ogni comune l’allaccio alla rete favorendo uno sviluppo economico più ampio e diffuso sul territorio, contrariamente al passato, quando si è privilegiata la creazione di reti concentrate soprattutto nei centri medio-grandi, limitando così le opportunità di sviluppo economico a determinate zone” ha dichiarato Giacomelli.
Il Sottosegretario ha precisato che i bandi attualmente in corso riguardano zone a fallimento di mercato ricomprese nei territori di 7.300 comuni, e suddivise nei vari cluster. Per quelle dei cluster C e D si prevede l’affidamento sia della progettazione che della realizzazione delle reti in fibra ottica, che rimangono comunque di proprietà dello Stato e delle Regioni. E ha ricordato che gli obiettivi per i collegamenti ad alta velocità sono quelli stabiliti dall’Unione europea nell’Agenda 2020, ossia portare la banda larga con almeno 30 Mbps al 100 per cento delle famiglie e con almeno 100 Mbps al 50 per cento delle famiglie entro il 2020.
Sull’iter, riguardo ai bandi nelle aree a fallimento di mercato, per il primo bando, ha specificato che sono attualmente in corso le valutazioni delle offerte secondo il codice degli appalti ed entro fine febbraio si dovrebbe passare all’aggiudicazione. Per il secondo bando, scade a febbraio il termine per la presentazione delle offerte. Per il terzo (Puglia, Calabria e Sardegna), sono in conclusione gli accordi di programma prodromi alla pubblicazione.
Il sottosegretario ha anche evidenziato che ci sono alcuni già contenziosi sui bandi di gara già in corso, che potrebbero rallentare le procedure, “anche se il Ministero confida che, alla fine, i tempi saranno comunque rispettati”.


