Si è svolta il 3 luglio nella cornice istituzionale della Camera dei Deputati, la presentazione della Relazione annuale sull’attività dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Fra i fronti che hanno impegnato l’Autorità nel 2023 sono diversi gli aspetti di interesse per il settore radiotelevisivo, che riportiamo per punti:
– Intelligenza artificiale generativa: iniziale blocco di ChatGPT, per raccolta illecita di dati personali e assenza di sistemi per la verifica dell’età dei minori (e successiva riapertura con maggiori garanzie di trasparenza e tutela dei diritti per gli utenti); creazione di una task force ad hoc a livello europeo; stop anche al chatbot Replika (per rischi per i minori e le persone emotivamente fragili), istruttoria su Sora (modello di IA che crea brevi video da poche righe di testo).
– Profilazione degli utenti e sistemi di tracciamento (richiesta di chiarimento a Pornhub), e webscraping. A quest’ultimo riguardo, si ricorda che CRTV è intervenuta nella consultazione indetta dal Garante, esprimendosi, fra l’altro, sui rischi legati alla concorrenza (forzando le regole della protezione dei dati personali le grandi piattaforme online possono ottenere una notevole quantità di dati spendibili in chiave di marketing mirato, profilazione, addestramento degli algoritmi) e la tutela dei dati personali e del copyright: con considerazioni sulla liceità del webscraping sulle responsabilità ad esso riconducibili sull’opt-in come soluzione da adottare a tutela dei dati consumer e business.
Riguardo al webscrping si segnala anche la nota informativa pubblicata dal Garante Privacy riguardo le possibili misure di contrasto che i gestori di siti internet e di piattaforme online operanti in Italia quali titolari del trattamento dei dati personali, potrebbero implementare al fine di prevenire la raccolta di dati da parte di terzi per finalità di addestramento dei modelli d’intelligenza artificiale (c.d. web scraping). L’Autorità, non esprimendo giudizi sulla legittimità e/o la liceità di tali attività, fornisce indicazioni fra cui: la creazione di aree riservate (previa registrazione) per l’accesso ai dati che si intendono proteggere; l’inserimento di clausole ad hoc nei Termini di Servizio (ToS) che vietano espressamente l’utilizzo di tecniche di webscraping, relativamente efficace dal punto di vista della data protection, ma ampiamente usata quale strumento per la tutela della proprietà intellettuale; monitoraggio del traffico verso le pagine web per individuare eventuali flussi anomali di dati in entrata e in uscita; interventi tecnici specifici sui bot tramite i quali viene effettuata l’attività di web scraping, (es. inserimento di verifiche CAPTCHA, HTML; l’incorporazione dei dati all’interno di elementi multimediali, come le immagini.
Sotto la lente dell’Autorità, sempre di interesse per il settore radaioteleisivi, è anche la richiesta di chiarimenti sulla tutela on line dei minori e azione di vigilanza sull’età di iscrizione ai social, anche attraverso sistemi di age verification, con il tavolo di lavoro istituito con un protocollo d’intesa tra Garante e Agcom. Su tale tematica si ricorda il contributo di CRTV alla consultazione Agcom sul parental control online.
In ambito giuslavoristico, si segnalano i provvedimenti assunti riguardo alle modalità di utilizzo della posta elettronica sul luogo di lavoro e all’impiego di sistemi di videosorveglianza, anch’essi presidiati da CRTV a tutela dei propri associati (due documenti di indirizzo elaborati nel corso dell’anno uno dedicato alla gestione della posta elettronica nel contesto lavorativo e al trattamento dei metadati, l’altro elaborato con ANAC e dedicato alla gestione delle procedure connesse al whistleblowing).
Un capitolo importante ha riguardato il rapporto tra privacy e diritto di cronaca dove il Garante è intervenuto più volte per stigmatizzare l’eccesso di dettagli e le derive di morbosità e spettacolarizzazione di vicende tragiche e per assicurare le necessarie tutele.
Infine, nell’ambito del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB), che riunisce le Autorità di protezione dati dello Spazio Economico Europeo, il Garante ha ricordato l’adozione di linee-guida e il parere sui i miglioramenti sostanziali del Data Privacy Framework UE – USA (ex Privacy Shield), sistema di autocertificazione attraverso il quale le organizzazioni statunitensi aderenti si impegnano a rispettare una serie di principi sulla privacy emanati dal Dipartimento del commercio degli Stati Uniti.


