Europa alla sfida della guerra ibrida e cognitiva. Marano, Confindustria Radio TV: “chi paga per l’informazione responsabile?”

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Confindustria Radio TV si batte per la tutela dell’informazione professionale e dell’editoria – radio, tv, stampa – in quanto presidio democratico irrinunciabile. E chiede che il valore generato delle big tech, opache e dominanti, rimanga nel sistema Paese. È necessario, infatti, sostenere e alimentare lo sviluppo di un ecosistema libero, pluralista e competitivo. La posta in gioco è altissima: sicurezza, sovranità culturale e identità europea“. Queste le parole del Presidente di Confindustria Radio Televisioni Antonio Marano durante il convegno “Europa alla sfida della guerra ibrida e cognitiva”, promosso dall’Osservatorio TuttiMedia in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. Confindustria Radio Televisioni è associata dell’Osservatorio.

Gli editori radiotelevisivi – fornitori di un servizio universale, accessibile, plurale – sono garanti della sicurezza democratica. La disinformazione è diventata uno strumento geopolitico, la polarizzazione permanente un modello economico, i dati e l’attenzione delle persone un asset strategico“, ha sottolineato il Presidente di Confindustria Radio Tv, richiamando il ruolo centrale dell’informazione editoriale professionale nella difesa dei sistemi democratici.

L’evento ha avuto luogo oggi presso la sede del Parlamento europeo a Roma, in Piazza Venezia. Al centro dell’iniziativa il tema della disinformazione, delle manipolazioni digitali e delle nuove forme di conflitto cognitivo che coinvolgono media, istituzioni e piattaforme tecnologiche. Sfide che richiedono uno sforzo coordinato e tempestivo su diversi fronti, affrontato dai diversi relatori: da quello del monitoraggio e il contrasto alla disinformazione e il fake, che con l’intelligenza artificiale hanno assunto forme e dimensioni inedite all’implementazione delle norme trasversali UE che continuano a costituire una best practice a livello parlamentare; dalla semplificazione delle norme per i media al sostegno dei presidi di informazione professionali e responsabili a quello, centrale, dell’educazione delle nuove generazioni. Tutti concordi sulla scala e la complessità della nuova sfida cognitiva e l’urgenza di coordinarsi per intervenire.

Marano ha sottolineato il ruolo centrale dell’informazione editoriale professionale nella difesa dei sistemi democratici. “L’editoria ha un costo, l’informazione ha un costo. Il giornalista è libero quando è pagato. L’editore – che sia carta stampata, tv o radio – è identificabile e incarna una responsabilità precisa e normata. Un valore che distingue l’editoria professionale dalla comunicazione anonima e non verificabile che prolifera in rete”.

Stiamo discutendo di un valore: quanto vale l’informazione? Chi paga?” Sul piano economico, i ricavi pubblicitari degli OTT in Italia sono passati da 2 a 7 miliardi di euro in pochi anni: uno spostamento strutturale che ha scardinato le condizioni minime di equità del mercato “Le big tech sottraggono le risorse di un mercato creato nei decenni dagli editori nazionali. La criticità non è nello sviluppo tecnologico, nel quale investono anche gli editori, ma nel mantenimento del valore occupazionale, fiscale, culturale e plurale creato: chiediamo che ciò che viene prelevato, incluso dal tessuto sociale del Paese, rimanga nel Paese.

Marano ha richiamato il valore costituzionale della libertà di informare e di essere informati: “L’Articolo 21 esiste perché esistono gli editori. Così come i sistemi di sicurezza devono essere tutelati negli investimenti, allo stesso modo deve esserlo il sistema dell’informazione”.

Il Presidente ha segnalato due risultati concreti e fondamentali per il sistema, conseguiti sul fronte europeo. Il tema della prominence televisiva, grazie al lavoro dell’Agcom, e il recente passo in avanti grazie anche al contributo della campagna di Confindustria Radio Televisioni #RadioInAuto: la Commissione europea ha riconosciuto la compatibilità dell’iniziativa normativa italiana, che assicura la presenza del ricevitore FM e DAB+ a bordo di tutti i nuovi veicoli immessi sul mercato.

Ha infine sottolineato una distinzione di prospettiva che non è solo semantica: “I media che rappresentiamo non usano la parola consumatore: prima viene il cittadino, il telespettatore, poi l’utente e solo alla fine il consumatore“. La partita, ha concluso, è la tutela di un principio. E il tempo è una variabile fondamentale.

Numerosi i relatori e gli esponenti del mondo istituzionale italiano ed europeo, e dell’editoria. Intervenuti, tra gli altri: Laura Aria (Agcom), Alberto Barachini (Sottosegretario Editoria), Carlo Bartoli (Ordine dei Giornalisti), Jasmin Battista (Commissione europea), Diego Ciulli (Google), Barbara Floridia (Presidente Vigilanza Rai),  Andrea Riffeser Monti (FIEG), Gina Nieri (Consigliere di Amministrazione MFE), Sergio Piazzi (PAM), Pina Picierno e Antonella Sberna (Vicepresidenti del Parlamento europeo), Vittorio Calaprice (Commissione europea), Brando Benifei (deputato del Parlamento europeo), Salvatore De Meo (deputato del Parlamento europeo), Giulio Centemero (deputato), Enrico Bellini (esperto digitale), Gaetano Pedullà (deputato del Parlamento europeo),  Carlo Chianura (LUMSA), Mihaela Gavrila, Christian Ruggiero e Giampiero Gramaglia (Sapienza), Rita Lofano (Agi), Andrea Malaguti (La Stampa), Roberto Napoletano (Il Messaggero), Roberto Natale (Rai), Giorgio Rutelli (Adnkronos), Franco Siddi (TuttiMedia) e Federica Urzo (Scuola di Giornalismo LUISS).

Clicca qui per consultare il programma dei lavori.

La registrazione audio-video del convegno è disponibile sul sito di Adnkronos.

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