CRTV, audizione sul Digital Omnibus: audience digitale, IA, tutela dei dati personali, copyright 

Audizione Omnibus

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Confindustria Radio Televisioni è intervenuta il 20 maggio alla Commissione IX Trasporti nell’ambito delle audizioni sul Digital Omnibus europeo, rappresentata dal Vicepresidente Stefano Selli accompagnato dall’Avv. Annamaria La Cesa, Responsabile Normativa e regolamentare. 

CRTV aveva già espresso le proprie posizioni nell’ambito della consultazione avviata dalla Commissione Europea sul pacchetto “Digital Omnibus”, che ha riportato al centro del dibattito il delicato equilibrio tra innovazione tecnologica, competitività del mercato digitale e tutela dei diritti fondamentali. In questo contesto, il settore radiotelevisivo ribadisce l’esigenza di una semplificazione normativa che favorisca le piccole e medie imprese europee, senza sacrificare i principi cardine della protezione dei dati personali e della concorrenza.

Nel contributo illustrato alla Commissione IX, chiamata a rendere il proprio parere sull’atto europeo, l’Associazione ha espresso apprezzamento per il tentativo del legislatore europeo di razionalizzare un quadro regolatorio sempre più complesso, ma ha anche segnalato alcune criticità.

L’audizione si è concentrata su due temi fondamentali per il settore.

Il primo è relativo all’esenzione dal consenso nella misurazione delle audience digitali. La proposta come formulata attualmente potrebbe escludere dall’esenzione al consenso le rilevazioni svolte dai JIC – Joint Industry Committee – come Auditel, Audicom e Audiradio, organismi fondamentali per garantire trasparenza, affidabilità e comparabilità dei dati nel mercato pubblicitario e radiotelevisivo.

Il secondo è relativo all’IA: l’addestramento dei sistemi di IA non può giustificare un utilizzo indiscriminato dei dati degli utenti, inclusi quelli sensibili. L’estrazione dei dati personali destinati all’addestramento dovrebbe essere resa impossibile “by design” e “by default”, in piena coerenza con i principi del GDPR. La tutela del copyright rappresenta un ulteriore elemento centrale: le attività di training dei sistemi di IA rischiano infatti di compromettere i diritti degli editori e dei produttori di contenuti.

Nel contributo associativo lasciato agli atti attenzione viene dedicata anche alla nuova definizione di “dato personale”. La proposta europea prevede che un’informazione non sia considerata personale se non consente di identificare “ragionevolmente” un individuo. Un concetto ritenuto troppo ambiguo, soprattutto alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, che considera identificabile anche un dato ricostruibile attraverso l’incrocio di più informazioni. Per questo si chiede una definizione più precisa dei limiti applicativi e delle relative responsabilità. In generale, viene giudicato insufficiente lo sforzo volto a sostenere uno sviluppo realmente competitivo dell’intelligenza artificiale europea rispetto ai grandi operatori OTT, mentre preoccupano le possibili deroghe alla disciplina sulla protezione dei dati personali.

Tra le osservazioni anche quella relativa alla centralizzazione della raccolta del consenso attraverso i browser. Una soluzione che, secondo l’Associazione, rischierebbe di rafforzare ulteriormente il potere delle grandi piattaforme tecnologiche, privando gli editori europei del rapporto diretto con i propri utenti e creando nuove distorsioni concorrenziali, in contrasto con gli obiettivi del Digital Markets Act.

Per Confindustria radio TV la sfida è quella di costruire una regolamentazione europea capace di coniugare innovazione, tutela dei diritti e sostenibilità economica dell’ecosistema dei media.

Link alla diretta (Web TV Camera)

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