Ieri è stato presentato il 13° Rapporto Censis – UCSI sulla Comunicazione – I media digitali tra élite e popolo, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica) a Roma.
Secondo l’istituto, gli ultimi anni e in particolare il 2016 confermano la centralità della Televisione e la continua crescita di Internet; la pervasività dei Social network e delle piattaforme online nella vita quotidiana; l’aumento dell’uso degli Smartphone soprattutto tra i più giovani; il boom della spesa per consumi tecnologici negli anni segnati dalla crisi.
TELEVISIONE e INTERNET: La televisione continua ad avere un pubblico coincidente con la quasi totalità della popolazione (97,5%). Ottimi anche gli ascolti della radio che arrivano a sfiorare l’84% della popolazione nazionale. Internet raggiunge un’utenza complessiva pari al 73,7% (95,9% dei giovani under 30). La crescita complessiva dell’utenza Web nel periodo 2007-2016 è stata pari a +28,4%. Nel corso degli ultimi dieci anni gli utenti di internet sono passati da meno della metà a quasi tre quarti degli italiani (45,3% nel 2007).

I quotidiani cartacei perdono lettori, ridotti al 40,5% degli italiani (-1,4% nell’ultimo anno e -26,5% complessivamente nel periodo 2007-2016) mentre i settimanali recuperano leggermente nell’ultimo anno, assestandosi al 29% circa.

Per quanto riguarda il consumo televisivo, la Tv digitale terrestre cresce nell’ultimo anno del +1,5% (+2,4% nel periodo 2007-2016) e quella satellitare del +1% (+16,1% nel 2007-2016). Gli utenti della Tv via Internet (PC + Smart Tv) si attestano al 24,4% e quelli della Mobile Tv all’11,2%. La crescita cumulata della Tv via Internet negli ultimi 10 anni, è pari a +14,4%.
SOCIAL NETWORK e PIATTAFORME: Social network e piattaforme online sono ormai indispensabili nella vita di tutti i giorni. Facebook è il social network più popolare, usato dal 56,2% degli italiani (il 44,3% nel 2013), raggiunge l’89,4% di utenza tra i giovani under 30. L’utenza di YouTube è passata dal 38,7% del 2013 al 46,8% del 2016 (74% tra i giovani). Instagram è salito dal 4,3% di utenti del 2013 al 16,8% del 2016 (40% dei giovani) mentre WhatsApp, in pieno boom, raggiunge l’89,4% dei giovani nell’ultimo anno (61,3% del totale popolazione).

CONSUMI TECNOLOGICI NEGLI ANNI DELLA CRISI: la spesa per consumi delle famiglie conferma il trend anticiclico dei “consumi tecnologici” (+190%) in un decennio caratterizzato da una lunga e profonda recessione. Tra il 2007 e il 2015, mentre i consumi generali si sono contratti del 5,7% in termini reali, è decollata la spesa per acquistare apparecchi telefonici (+191,6%, per un valore di 5,9 miliardi di euro nell’ultimo anno) e computer (+41,4%). Gli italiani hanno risparmiato tanto su molte cose, ma non sui “media” connessi in rete, grazie ai quali hanno aumentato la propria capacità di disintermediazione (es. acquistare beni e servizi, guardare film / calcio, news).

LA FRATTURA GENERAZIONALE: giovani e anziani sono sempre più lontani. Tra i “giovani under 30” la quota di utenti della rete arriva al 95,9%, mentre è ferma al 31,3% tra gli over 65 anni. L’89,4% dei primi usa telefoni smartphone, ma solo il 16,2% dei secondi. L’89,3% dei giovani è iscritto a Facebook, appena il 16,3% degli anziani. Il 73,9% dei giovani usa YouTube, solo l’11,2% degli ultrasessantacinquenni. Oltre la metà dei giovani (il 54,7%) legge le news sul web, appena un anziano su dieci (il 13,8%). Il 37,3% dei primi ascolta la radio attraverso il telefono cellulare, mentre solo l’1,2% dei secondi. E se un giovane su tre (il 36,3%) ha già un tablet, solo il 7,7% degli anziani lo usa.

Le relazioni con i device e il nuovo mondo dei media mutano i nostri rapporti con l’ambiente circostante secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis, che ha sottolineato che “le ultime tendenze indicano che gli strumenti della disintermediazione digitale si stanno infilando come cunei nel solco di divaricazione scavato tra élite e popolo, prestandosi all’opera di decostruzione delle diverse forme di autorità costituite, fino a sfociare nelle mutevoli forme del populismo che si stanno diffondendo rapidamente in Italia e in Occidente. In tal senso si tratta di una sfiducia nelle classi dirigenti al potere e in istituzioni di lunga durata che oggi si salda alla fede nel potenziale di emancipazione delle comunità attribuito ai processi di disintermediazione resi possibili dalla rete”.
Pur consapevole delle opportunità che Internet offre, sia per le aziende che per i cittadini, Gina Nieri, Direttore Affari Istituzionali, Legali e Analisi Strategica Mediaset, ha sottolineato anche i rischi derivanti dalla esposizione social e dall’utilizzo dei dati personali. Ha continuato, il piccolo schermo è ampiamente presente sulla Rete, con contenuti di pregio, fonti professionali, autorevoli e riferibili, e soprattutto garantisce un ambiente sicuro per tutti, anche nella sua declinazione digitale.


