Audience “Giano Bifronte”: guardare al futuro, rispettare il passato

nostalgia di futuro

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Una misurazione dell’audience trasparente –  con currency, metodologie e governance condivise fra tutti gli stakeholder del sistema – rappresenta uno snodo fondamentale dello sviluppo del mercato digitale: in gioco è la competizione sulle risorse economiche e i dati degli utenti; un tema etico relativo alle responsabilità dei soggetti che partecipano al mercato, responsabilità sui contenuti diffusi nei confronti di utenti-consumatori e aziende; in gioco sono inoltre libertà e diritti fondamentali come la privacy, la libertà di espressione, il diritto all’iniziativa economica, il cui bilanciamento equo è tema cruciale. “La misurazione dell’audience in Europa deve adattarsi alle mutevoli abitudini di consumo dei media e ai progressi tecnologici” – ha detto Francesco Angelo Siddi, Presidente di Confindustria Radio Televisioni –  “Le norme Europee approvate (DSA, DMA, MFA,) tutelano libertà di mercato, pluralismo e concorrenza, ma bisogna garantire la sostenibilità economica di tutti i media per sostenere lo sviluppo e l’innovazione dei servizi di interesse generale e la loro accessibilità universale all’interno di un mercato dove la competizione sia regolata e trasparente”. Nella cornice di Spazio Europa, sede della Rappresentanza del Parlamento Europeo in Italia a Roma, si è tenuto il convegno “Nostalgia di futuro” organizzato da Osservatorio Tuttimedia/Media2000, incontro che offre ogni anno l’occasione di premiare personalità del mondo della comunicazione e ricordare Giovanni Giovannini, storico Presidente FIEG, in memoria del quale è stato istituito. La ricorrenza offre anche l’occasione di trattare un tema di importanza per il settore, quest’anno l’“Audience”, tema, per quanto detto in premessa, solo in apparenza tecnico.

In apertura, la presentazione di Sensemaker ha offerto una panoramica del cambiamento in atto, che vede in Italia la forte resilienza del mezzo televisivo, “un “unicum” a livello internazionale, spinto anche dalla crescente penetrazione delle TV connesse che abilitano innovative forme di consumo e distribuzione dei contenuti.

D’altro canto, anche in Italia diminuisce il digital divide generazionale nell’accesso a internet mentre il video online e l’intrattenimento diventano sempre più centrali nell’utilizzo delle piattaforme social, ha commentato Fabrizio Angelini, CEO e Fondatore di Sensemakers.

Il 2025 si preannuncia un  anno di svolta nel nostro Paese per il progetto delle cosiddette “Audi” (Audicom, Audiradio, Auditel) che procedono nel programma di convergenza, condivisione, aggiornamento e rafforzamento della currency dei media “tradizionali” , come peraltro richiesto dall’Autorità (l’intervento di Maria Pia Caruso, Agcom, ne ha ripercorso le fasi).

Sul percorso della radio si è espressa Anna Maria Genzano (vice Presidente vicario di Audiradio:  “La Radio è il medium più antico, ma anche il più capace di trasformarsi in funzione dei cambiamenti tecnologici, sociali e culturali e oggi è, di fatto, l’unico mezzo in grado di essere fruito attraverso tutte le piattaforme e tutti i device presenti sul mercato” – dichiara. Tali cambiamenti hanno imposto delle modifiche ai sistemi di rilevazione dell’ascolto radiofonico, non a caso “Audiradio nasce con l’ obiettivo di far evolvere l’indagine radiofonica al fine di valorizzare al massimo l’ascolto multipiattaforma del mezzo L’indagine Audiradio che partirà nel 2025 garantirà equilibrio tra continuità (un esempio per tutti, non si misureranno gli ascolti DAB per evitare di penalizzare le radio locali che scontano una copertura del nuovo segnale molto più bassa) e innovazione (SDK per prendere atto del processo di digitalizzazione)”.  Tuttavia, ha aggiunto Genzano, “affinché ciò possa avvenire in modo corretto, è molto importante che la Radio sia presente su tutti i device ossia che venga che venga garantita la “prominence”, vale a dire la rilevanza e l’accessibilità della Radio nel contesto digitale (interfacce e device utenti), “preservando l’identità unica di ciascun brand radiofonico, pur rispondendo collettivamente alle sfide imposte big tech”.

Aggiornamento e condivisione delle indagini, delle metodologie, della governance e degli strumenti utilizzati fra i media “tradizionali”, ma anche inclusione/estensione almeno di queste best practice ai “nuovi media”, questo è l’altro aspetto cruciale. Raffaele Pastore, Direttore generale UPA ha dichiarato: “È assolutamente necessario estendere le convenzioni di misurazione alle grandi piattaforme globali, e infatti con esse si è aperto un dialogo tecnico che ci auguriamo a breve possa portare anche quest’area, rilevante per gli investimenti in comunicazione, a condividere standard di misurazione, imprescindibili per la trasparenza e lo sviluppo del mercato”.“È da anni che chiediamo che l’audience di YouTube venga misurata da un JIC e che le sue metriche possano essere comparate con quelle rilevate da Auditel.” – sostiene Diego Ciulli (Head of Government Affairs and Public Policy, Google) – “Riteniamo che Audicom debba avere come obiettivo una misurazione che segua le logiche del mercato del 2024, in cui la fruizione del contenuto avviene su tutti i device (inclusa la connected TV), e che rispetti la privacy degli utenti.” Tuttavia a fronte di questa apertura, il rappresentante di Google reclama per You Tube, “non più un semplice social, equiparabile alla TV/video on demand per numeri e device di fruizione (tv connesse) e per la professionalizzazione dei contenuti diffusi sulla piattaforma dai creator”,  la considerazione delle peculiarità della piattaforma rispetto ai media tradizionali nel momento in cui si andrà a parlare di misurazione con currency condivise. Il dibattito ha toccato anche l’attualità relativa alla sospensione improvvisa da parte di Google della diffusione delle notizie delle testate stampa in 8 Paesi europei tra cui l’Italia. Secondo Ciullo tale si tratta di test “per avere una base dati sugli impatti, sono state informate le autorità e con gli editori continua la negoziazione per un accordo sull’equo compenso”. Ma tale mossa unilaterale non è piaciuta agli editori.

Il parterre, ricchissimo, come testimonia il programma, non permette di render conto di tutti gli interventi, di cui molti rivolti al pubblico di studenti presenti. Rimandiamo alla locandina (qui sotto).

In apertura abbiamo citato che occasione dell’incontro è stata l’assegnazione del premio “Nostalgia di Futuro”, giunto quest’anno alla sua 16esima edizione, a diversi personaggi della comunicazione. Chiudiamo indicando che fra questi c’è Gianni Letta, presidente  dell’Osservatorio TuttiMedia, è stato destinatario dell’onorificenza “Nostalgia di Futuro World”. Riportiamo dalle motivazioni: “nel 2019 in occasione della prima edizione di Nostalgia di Futuro Gianni Letta disse che gli antichi romani avevano già compreso l’importanza dei momenti di transizione affidando addirittura a una divinità Giano Bifronte la sorveglianza dei passaggi d’epoca. Siamo in un passaggio d’epoca proiettati verso l’epoca digitale,” ha dichiarato Gianni Letta ringraziando per il premio,  “saper unire il passato al futuro significa anche fare buon uso della tecnologia per applicare tutti gli strumenti moderni a servizio di una informazione che deve rispettare valori antichi che sono eterni e che sono quelli della serietà della responsabilità della verità, per quanto umanamente possibile”.

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