Audience digitali, Agcom vara lo standard unico: Audicom al centro della misurazione

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Via libera alla direttiva che introduce criteri certificati e condivisi per tutte le piattaforme. SDK unico, JIC Audicom. Giacomo Lasorella: «Un sistema indipendente per rendere i dati comparabili e affidabili»

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato la direttiva destinata a ridisegnare il sistema di misurazione delle audience digitali, introducendo standard condivisi e metodologie certificate per tutte le piattaforme. Il provvedimento, adottato dal Consiglio il 25 marzo (con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi), chiude un’istruttoria che ha coinvolto tutti gli operatori del settore (fornitori di servizi media lineari, tra cui Rai, Mediaset, Sky, La7, e non lineari, tra cui Netflix e Amazon Prime, piattaforme OTT come Google, istituti di ricerca quali GFK, Ipsos, Nielsen e Comscore e associazioni di investitori pubblicitari, quali UPA, UNA e IAB, indica il comunicato). Confindustria Radio Televisioni ha partecipato all’istruttoria con un contributo associativo.

La misura stabilisce che la rilevazione degli ascolti dei contenuti diffusi esclusivamente in ambiente digitale sia affidata ad Audicom, joint industry committee competente (nato dalla fusione di Audipress e Audiweb), secondo metodologie conformi ai principi di trasparenza, imparzialità, comparabilità e verificabilità.

Il provvedimento individua nello standard basato su SDK unico, già utilizzato dai broadcaster, la soluzione metodologica preferibile, e al tempo stesso apre anche alle soluzioni server-to-server richieste dagli operatori OTT, ma a condizione che esse rispettino rigorosi requisiti di tracciamento, audit, verifica indipendente e controllo del dato.

Alla base dell’intervento c’è l’esigenza di garantire dati affidabili in un mercato – quello pubblicitario – sempre più dipendente dalle metriche digitali. Finora, infatti, le piattaforme online hanno operato in larga parte in regime di autocertificazione.

Il nuovo sistema introduce un meccanismo assimilabile, nelle intenzioni, a un “Auditel” della Rete, ha spiegato il Presidente di Agcom Giacomo Lasorella, che ha evidenziato come la misurazione dell’audience digitale incida su tre aspetti chiave: il valore complessivo del mercato, quello dei singoli contenuti e il prezzo della pubblicità. Sui questa base l’obiettivo è allineare le regole tra televisione e piattaforme digitali, superando una disparità finora evidente.

Elemento centrale sarà il ruolo di un soggetto terzo indipendente incaricato di verificare e certificare i dati prodotti dalle piattaforme. “I numeri forniti non possono essere accettati sulla fiducia. Devono essere controllati e certificati“, ha ribadito Lasorella in un’intervista al Corriere della Sera, spiegando che il sistema si baserà anche su campioni esterni di utenti per assicurare l’affidabilità delle rilevazioni. “In Audicom siederanno sia i pubblicitari dell’Upa, sia le piattaforme digitali come Google, Netflix e Amazon Prime. Questo assetto mette in linea la nostra regolazione con quella dell’Emfa (lo European Media Freedom Act), essendone di fatto la prima attuazione a livello europeo”. Al riguardo c’è l’ambizione di costituire uno standard anche per gli altri Paesi”.

Il provvedimento prevede che Audicom adegui rapidamente statuto e governance per includere i nuovi soggetti misurati, in particolare le grandi piattaforme digitali. “Il JIC avrà un mese di tempo, dalla pubblicazione della delibera (in data 26 marzo, ndr), per comunicare la roadmap utile a dar seguito alle direttive. Sempre Audicom dovrà rivedere la governance per far entrare istituzionalmente nel sistema le piattaforme digitali, tramite associazioni come Anitec-Assinform“.

Link al testo della delibera

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