Nell’occasione dell’anniversario dell’applicazione del DMA, CRTV si unisce alla lettera congiunta firmata dalla spagnola Atresmedia, la francese TF1, MFE, l’associazione spagnola UTECA e quella tedesca Vaunet inviata alla Commissione Europea. Nella lettera si chiede alla Commissione di applicare il Digital Markets Act ai sistemi operativi delle Big Tech per le TV connesse, a garanzia di un mercato aperto e contendibile e di un settore media plurale e diversificato online.
Di seguito il testo della lettera tradotto in italiano e il link all’originale in inglese
Anniversario dell’applicazione degli obblighi del Digital Markets Act. Le emittenti europee elogiano le istituzioni europee e chiedono un’applicazione efficace del Regolamento
I sottoscrittori sono vicini alle istituzioni europee e sostengono le azioni intraprese per far rispettare le regole ex ante che sono state concordate collettivamente e democraticamente.
L’adozione del Digital Markets Act (Regolamento (UE) 2022/1925) è stata una conquista fondamentale dell’Unione europea in quanto affronta le principali preoccupazioni che, nel corso degli anni, erano state espresse da utenti aziendali e consumatori in merito a comportamenti anticoncorrenziali nel settore digitale. Il DMA prevede molte di queste prassi e sancisce per legge principi che sono stati confermati dai tribunali nazionali e dalla Corte di giustizia europea in sentenze fondamentali.
Gli obblighi ivi stabiliti mirano a garantire un ambiente commerciale equo e l’accesso a un’ampia gamma di servizi per i consumatori. Per lo specifico del settore televisivo, l’accesso ai servizi di media audiovisivi su TV connesse non dovrebbe essere controllato da poche aziende tecnologiche, per la radio, un mercato aperto e contendibile implica un panorama mediatico plurale e diversificato online. A tal fine, il DMA dovrebbe essere applicato in modo tecnologicamente neutrale². Infatti, i principali fornitori di sistemi operativi (OS) per TV connesse controllano l’accesso ai servizi forniti in un mercato multilaterale per spettatori, pubblicità e dati che non consente una concorrenza basata sull’attenzione. Ciò è particolarmente problematico se il gatekeeper è designato anche per i servizi ad-tech e il suo motore di ricerca, poiché questi sono servizi di piattaforma di base essenziali per il funzionamento delle TV connesse. Si esorta la Commissione europea ad applicare una definizione tecnologicamente neutrale del sistema operativo, al fine di ricomprendere quello delle TV connesse.
Le emittenti europee sono motori della diversità culturale e garantiscono un’informazione plurale all’interno di un quadro giuridico prescrittivo che salvaguarda i diritti dei cittadini europei e sostiene i valori europei. I gatekeeper, che beneficiano in larga misura del mercato unico europeo, dovrebbero garantire un accesso equo e contestabilità, che sono la conditio sine qua non per uno spazio mediatico e informativo pluralistico.


