AI Act: dal 2 agosto vigilanza, sanzioni e nuovi obblighi di trasparenza

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Il regolamento, che recepisce il Digital Omnibus IA, stabilisce le novità operative dal 2 Agosto – vigilanza attiva sulla formazione, obblighi di trasparenza (chatbot, deepfake, biometria), poteri sanzionatori sui modelli GPAI – e gli slittamenti degli altri obblighi.

E’ stato pubblicato il 24 luglio nella Gazzetta dell’Unione Europea ed è in vigore da ieri il Regolamento REGOLAMENTO (UE) 2026/1744 che recepisce le “semplificazioni” del Digital Omnibus VII nell’AI ACT. Il 2 agosto 2026 segna una tappa importante per tale regolamento europeo anche se il pacchetto completo di obblighi per i sistemi ad alto rischio, che avrebbe dovuto scattare in questa data, è stato rinviato dal Digital Omnibus AI Act, approvato definitivamente dal Consiglio UE il 29 giugno 2026. ll prossimo 2 agosto entra in vigore un pacchetto comunque significativo: l’attivazione delle autorità di vigilanza nazionali, gli obblighi di trasparenza e i poteri sanzionatori della Commissione europea sui grandi modelli. Di seguito le principali novità operative dal 2 agosto:

  • Trasparenza su chatbot e deepfake. Chi mette a disposizione sistemi che interagiscono con le persone dovrà renderne riconoscibile la natura artificiale, salvo casi evidenti. Obbligo di informativa anche per chi usa riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica, e per chi genera deepfake o contenuti testuali su temi di interesse pubblico.
  • Sanzioni per i grandi modelli. I fornitori di modelli GPAI (alla base dei principali chatbot) sono soggetti dal 2 agosto 2025 a obblighi di documentazione, trasparenza e rispetto del copyright. Da quest’anno la Commissione, tramite l’AI Office, può però farli valere concretamente: richieste di informazioni, valutazioni, misure correttive e multe fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale (35 milioni o 7% per le pratiche vietate).
  • Formazione del personale sotto controllo. L’obbligo di alfabetizzazione sull’IA, in vigore dal febbraio 2025, resta senza sanzione pecuniaria diretta grazie all’ammorbidimento introdotto dal Digital Omnibus (da “misure per garantire” a “misure volte a sostenere” lo sviluppo delle competenze). Ma da agosto le autorità potranno finalmente verificarne il rispetto: in caso di danno o ispezione, un piano di formazione documentato diventa la prova principale di diligenza organizzativa.

Cosa slitta e a quando. Il Digital Omnibus riscrive il calendario per i sistemi ad alto rischio: le regole per gli ambiti dell’Allegato III (selezione del personale, credito, istruzione, biometria) si applicano dal 2 dicembre 2027; quelle per l’IA integrata in prodotti dell’Allegato I (dispositivi medici, macchine) dal 2 agosto 2028. Slitta di quattro mesi, al 2 dicembre 2026, anche l’obbligo di watermarking dei contenuti sintetici già sul mercato. Alla stessa data entra in vigore il divieto assoluto di sistemi che generano immagini intime non consensuali (“nudifier”) o materiale pedopornografico.

Il quadro italiano. La vigilanza nazionale è affidata all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, affiancata da Garante privacy, Banca d’Italia, Consob e Ivass per i rispettivi settori. Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare, il 10 giugno scorso, due decreti attuativi: uno su poteri, sanzioni, sperimentazione e lavoro; l’altro sull’uso dell’IA nelle attività di polizia e sulla responsabilità civile e penale. Si prepara inoltre l’introduzione del nuovo reato ex art. 437-bis c.p. (omissione di misure di sicurezza su sistemi IA ad alto rischio) e l’estensione della responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001 ai reati IA-correlati, incluso il deepfake illecito (art. 612-quater c.p.).

Censimenti e autovalutazioni dei sistemi di IA nella finestra. Le imprese dovrebbero usare questi rinvii per censire i sistemi di IA in uso, classificarli per rischio e documentare le autovalutazioni per i sistemi che i fornitori ritengono non ad alto rischio. Gli stessi dati serviranno a presidiare gli obblighi di trasparenza già attivi e a preparare la documentazione richiesta quando, a fine 2027, scatterà il regime pieno per l’alto rischio.

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