Confindustria Radio TV lancia l’allarme sugli emendamenti contenuti nella bozza di relazione dell’Europarlamento sul programma Agorà EU: secondo il Presidente Antonio Marano, le modifiche proposte penalizzerebbero i broadcaster, che nel 2024 hanno investito quasi 28 miliardi di euro nella produzione audiovisiva europea.
La preoccupazione è stata espressa in una lettera indirizzata agli Europarlamentari italiani nelle commissioni che si esprimeranno sulla bozza di Relazione.
Nella lettera si evidenzia come le proposte emendative, discostandosi sensibilmente dall’impostazione originaria della Commissione europea, limitino l’accesso ai finanziamenti esclusivamente ai produttori indipendenti: una scelta che non riflette gli equilibri reali del mercato. La rigida distinzione tra broadcaster e produttori indipendenti non risponde più alle dinamiche competitive attuali: il mercato si è profondamente trasformato negli ultimi anni, al punto che diversi gruppi di produzione considerati indipendenti hanno raggiunto e superato — per scala economica e presenza internazionale — la capacità di investimento dei broadcaster nazionali. Come evidenziato nell’ultimo Media Outlook Report dell’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo (settembre 2025), sono proprio i broadcaster i principali finanziatori della produzione audiovisiva europea, con investimenti che nel 2024 hanno sfiorato i 28 miliardi di euro.
La richiesta è che i finanziamenti pubblici siano destinati a tutte le imprese audiovisive stabilite, possedute ed effettivamente controllate da operatori europei, per garantire l’efficacia della misura proposta dalla Commissione — volta a promuovere una produzione varia, plurale e radicata nel tessuto culturale e industriale dell’Unione — e per preservare la competitività dell’intera filiera europea.
Confindustria Radio Televisioni ha condiviso queste considerazioni con i Parlamentari delle Commissioni consultive, in vista della scadenza per la presentazione degli emendamenti, fissata al prossimo 18 giugno.
Cos’è Agorà EU. Agorà EU è il nuovo programma di finanziamento dell’Unione Europea, inserito nel Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034. Obiettivo principale è riunire in un unico strumento il sostegno alla cultura, ai media indipendenti e ai valori democratici dei cittadini europei. Il programma si articola in tre pilastri:
- Europa Creativa – Cultura: promuove la creatività, l’inclusione e la cooperazione culturale transfrontaliera.
- MEDIA+: sostiene il settore audiovisivo, compresi i videogiochi, e mira a proteggere il giornalismo e l’informazione libera e indipendente.
- CERV+: promuove i diritti fondamentali, l’uguaglianza e la prevenzione di ogni forma di discriminazione.
Per approfondire: Proposta della Commissione europea



