AGCOM Relazione Annuale 2026

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In un ecosistema digitale in cui le asimmetrie di potere, di informazione e di capacità si sono moltiplicate in modo esponenziale, AGCOM è chiamata a contribuire alla costruzione di un nuovo contratto sociale digitale. Così il Presidente Giacomo Lasorella, presentando oggi alla Camera la Relazione Annuale 2026.

Il discorso di accompagnamento del Presidente dell’Agcom costituisce un’importante navigazione delle attività svolte dall’Autorità. In apertura si dà conto rapidamente dei dati principali presentati per il settore media per poi accennare alle tematiche principali, aperte, chiuse in itinere. Il discorso del Presidente, la Relazione Annuale 2026e il video della diretta sono reperibili a questo link.

Il quadro economico dei media nazionali mostra nel 2025 una lieve flessione, con ricavi complessivi poco sopra i 12 miliardi di euro (-0,6%), penalizzati soprattutto dal calo dei ricavi pubblicitari (-2,9%), che coinvolge tutti i mezzi tradizionali tranne la radio. La televisione resta il gigante indiscusso, con il 74,1% delle risorse del comparto, contro un’editoria quotidiana e periodica ormai sotto il 21%. Il settore tv ha raggiunto 8,9 miliardi di euro (+0,6%), sostenuto da pay tv (43,6%), pubblicità (34,5%, in calo) e fondi pubblici, incluso il canone Rai (21,9%). I primi tre operatori – Rai, Comcast/Sky e Fininvest/Mediaset – detengono il 67% del mercato, ma devono fronteggiare la crescita delle piattaforme globali (Netflix, Dazn, Amazon, Disney+), che pesano ormai per il 23,3%. La nota più dolente arriva dall’editoria quotidiana: le copie cartacee sono crollate a 1,2 milioni di unità giornaliere (-9,3%), quasi un decimo di quanto si vendeva a inizio secolo. I ricavi delle aziende editoriali sono scesi del 7,9% e i fondi pubblici pesano ormai per quasi il 10% del comparto.

Su questo fronte assume rilievo la sentenza della Corte di Giustizia UE del 12 maggio scorso sull’equo compenso: la normativa italiana è compatibile con il diritto dell’Unione (si veda), sia nel riconoscere agli editori un’equa remunerazione per l’uso online delle pubblicazioni – determinata, in caso di disaccordo, da AGCOM – sia nell’imporre alle piattaforme l’obbligo di negoziare senza limitare la visibilità dei contenuti. Un tema che si inserisce nel quadro del Regolamento europeo sulla libertà dei media (EMFA), a tutela del pluralismo informativo, anche alla luce della revisione in corso della Direttiva SMAV.

Sul fronte della misurazione degli ascolti, nel 2025 Audiradio ha diffuso i primi dati sugli ascolti radiofonici, inclusi i contenuti on demand, mentre con la delibera n. 87/26/CONS è stata chiusa l’istruttoria sulle metodologie di misurazione dei contenuti digitali, affidando ad Audicom il compito di garantire dati di audience trasparenti e comparabili. Con la delibera n. 250/25/CONS, AGCOM ha adottato nuove linee guida sulla prominence, dando attuazione all’EMFA e rendendo più stringenti i criteri per qualificare un servizio come “di interesse generale”: il perimetro applicativo si restringe a TV, decoder, sistemi di infotainment veicolare e apparecchi radio (escludendo smartphone, tablet e smart speaker), si riduce il numero di app in evidenza nelle home page dei dispositivi TV, si introduce una disciplina specifica per la radio, e si affida a nuovi soggetti “aggregatori” il compito di gestire le applicazioni che raccolgono i servizi di interesse generale — il tutto salvaguardando comunque la possibilità per l’utente di personalizzare la visualizzazione. E’ prevista la prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico permanente, per rivedere la disciplina trascorsi tre anni dalla pubblicazione.

Nel luglio 2025 sono state aggiornate le linee guida sugli influencer, con un nuovo Codice di condotta; nel 2026 sarà intensificato il controllo su pubblicità occulta e sponsorizzazioni non dichiarate, con attenzione ai settori sensibili (gioco d’azzardo, tabacco, prodotti sanitari) e alla trasparenza pubblicitaria nelle campagne elettorali. In assenza di una riforma organica della par condicio, è stato comunque applicato – anche nella recente campagna referendaria – un criterio di monitoraggio basato non solo sul tempo di parola ma sulla visibilità effettiva dei soggetti politici. È stata inoltre aggiornata la disciplina degli eventi di particolare rilevanza sociale, garantendo l’accesso tv gratuito ad almeno l’80% della popolazione, ed è stato ricostituito, sotto la presidenza di Margherita Cassano, il Comitato sul Codice di autoregolamentazione per l’informazione giudiziaria.

Piattaforme e tutela degli utenti. Nell’ultimo anno l’Autorità ha proseguito la propria attività di coordinatore nazionale dei servizi digitali, incaricato di assicurare la piena applicazione del Digital Services Act insieme alla Commissione europea e agli altri coordinatori nazionali. Il DSA, pur in vigore da circa due anni, resta sostanzialmente in una fase di prima applicazione, con la questione ancora aperta dell’equilibrio tra dimensione europea – concentrata sulle piattaforme molto grandi, oltre 45 milioni di utenti – e dimensione nazionale (si v. news).

Un ambito di particolare intensità operativa è stato quello della lotta alla pirateria audiovisiva. Con la delibera n. 209/25/CONS, le misure cautelari e la piattaforma Piracy Shield sono state estese a tutti i contenuti audiovisivi in diretta, non più solo sportivi, e i provvedimenti dell’Autorità possono ora rivolgersi a tutti i prestatori coinvolti nell’accessibilità di siti illegali, inclusi VPN, DNS pubblici e motori di ricerca, anche esteri. Va segnalata la positiva sperimentazione avviata con Google, che consente la segnalazione di illeciti tramite il punto di contatto DSA, oltre ai confronti avviati con Akamai, Bing di Microsoft e fornitori VPN. I soggetti accreditati alla piattaforma sono 359; sono stati adottati 30 ordini cautelari e bloccati oltre 50.990 nomi a dominio e 6.657 indirizzi IP. Rilievo particolare assume la sanzione di 14,2 milioni di euro a Cloudflare Inc. per inottemperanza a un ordine dell’Autorità, oggi oggetto di ricorso ma che conferma la centralità dei servizi intermediari nella lotta alla pirateria online.

Sul fronte del diritto d’autore, l’Autorità ha effettuato il primo calcolo della rappresentatività degli organismi di gestione collettiva e delle entità di gestione indipendente, avviando l’acquisizione dei dati presso le collecting societies.

Nelle conclusioni, il Presidente ha richiamato il tema del pluralismo in rapporto alla professione giornalistica e all’intelligenza artificiale, riprendendo la riflessione del Capo dello Stato sul rapporto tra IA e verità. Il bilanciamento individuato dalla legge italiana sull’equa remunerazione dei contenuti giornalistici, convalidato dalla Corte di Giustizia, viene indicato come possibile punto di partenza per definire diritti e poteri sull’uso di contenuti giornalistici da parte dell’IA generativa, in un contesto in cui gli answer engines stanno spostando le interazioni dall’apertura del link alla fruizione di risposte sintetiche, con il rischio di impoverire la pluralità delle voci nel dibattito pubblico. Su richiesta della FIEG, l’Autorità ha inviato alla Commissione europea una segnalazione ex art. 65 DSA sul rischio, per il pluralismo, legato all’uso non remunerato dei contenuti giornalistici da parte dell’IA generativa — iniziativa analoga a quella assunta in Germania dal BNetzA. Su queste basi è stato istituito un tavolo di consultazione volontario tra piattaforme ed editori.

Chiudendo l’intervento, il Presidente ha richiamato le parole del Comitato di esperti sull’IA istituito dall’Autorità, secondo cui i regolatori indipendenti operano oggi in un ecosistema segnato da asimmetrie di potere, informazione e capacità moltiplicate in modo esponenziale: AGCOM, ha detto, è chiamata a contribuire a un nuovo contratto sociale digitale, capace di valorizzare i benefici della tecnologia governandone i rischi con strumenti proporzionati ed efficaci.

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