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SMAV, prominence, pubblicità, Digital Omnibus, Omnibus IA, proprietà intellettuale, Scudo Europeo per la Democrazia, Digital Services Act, Corte di Giustizia UE: le novità sui temi all’attenzione dell’UE.

SMAV, CERRE: piattaforme, prominence e pubblicità al centro della riforma. Il 1° luglio, CERRE (think tank indipendente) ha presentato nuove raccomandazioni sulla riforma della Direttiva sui Servizi Media Audiovisivi (AVMSD) in una tavola rotonda che ha riunito rappresentanti della Commissione Europea, Ofcom, MFE-MediaForEurope e TikTok. Dalla discussione sono emersi tre nodi: definizioni frammentate di “piattaforma” tra AVMSD, DSA, DMA ed EMFA; erosione dei ricavi pubblicitari dei media tradizionali; assenza di obblighi di rilevanza vincolanti. Tra le proposte: criteri UE uniformi per individuare le piattaforme rilevanti, garanzia di una quota equa dei ricavi pubblicitari per gli editori, estensione delle regole pubblicitarie agli influencer. Dalla Commissione (DG CONNECT) è arrivata conferma che la valutazione è in corso, con report atteso nel Q3 2026; priorità indicate: semplificazione del quadro giuridico, coerenza con DSA e diritto dei consumatori, rafforzamento delle regole di rilevanza, equità del mercato pubblicitario. Carolina Lorenzon, di MFE-MediaForEurope, ha chiesto la piena attuazione dell’Art. 7a AVMSD (prominence per i servizi di interesse generale) e dell’Art. 20 EMFA (misurazione comune degli ascolti), condizioni preliminari per valutare le perdite di ricavi pubblicitari prima di introdurre nuove regole. TikTok ha invece contestato l’impostazione della raccomandazione, ritenendo che la revisione della SMAV non debba occuparsi dei rapporti piattaforme-media. Sempre il 1° luglio il Regulatory Scrutiny Board (RSB), organo indipendente della Commissione UE, ha dato parere negativo sulla valutazione d’impatto della revisione AVMSD, positivo con riserve, invece, per il Digital Fairness Act. Le motivazioni non sono ancora pubblicate; si attende che la Commissione rielabori e ripresenti il testo, con possibili slittamenti nella tabella di marcia.

Digital Omnibus, i pareri delle commissioni, voto previsto a novembre. I due relatori, LIBE (S&D) e ITRE (PPE), hanno presentato una bozza congiunta che non include tuttavia emendamenti sulle regole relative ai cookie (artt. 88a-88b), su cui, non avendo trovato accordo, ciascuno presenterà proposte separate. Scadenza emendamenti: 15 luglio. La relatrice S&D ha criticato la proposta della Commissione di restringere la definizione di dati personali GDPR, promettendo battaglia in aula. Il gruppo PPE, in un’audizione parallela, ha chiesto una “semplificazione intelligente”, una valutazione d’impatto entro l’autunno e negoziati sotto presidenza lituana. Nella bozza di parere presentata dal relatore IMCO (S&D): sostegno di principio alla semplificazione, riserve su abrogazione del regolamento Platform-to-Business e modifiche a GDPR/ePrivacy. La Commissione ha confermato l’intenzione di ridurre drasticamente i banner cookie e codificare la giurisprudenza sull’anonimato GDPR. Voto in commissione previsto a novembre.

Omnibus IA, via libera definitivo del Consiglio, le nuove date per l’applicazione dell’AI Act, contenuti CSAM e competenze Ufficio IA. Il 29 giugno il Consiglio UE ha dato il via libera definitivo a un nuovo regolamento volto a razionalizzare e semplificare alcune norme relative all’intelligenza artificiale (Ia). La nuova normativa fa parte del pacchetto legislativo Omnibus VII, nell’ambito dell’agenda di semplificazione dell’UE, che comprende proposte relative a due regolamenti volti a semplificare il quadro legislativo dell’UE in materia digitale e l’attuazione di norme armonizzate sull’Ia. Il regolamento prevede nuove date di applicazione. Poiché le disposizioni relative ai sistemi di Ia ad alto rischio avrebbero dovuto entrare in vigore il 2 agosto 2026, i colegislatori hanno trattato questa parte del pacchetto con la massima priorità e hanno posticipato le nuove date di applicazione al 2 dicembre 2027 per i sistemi di Ia ad alto rischio autonomi e al 2 agosto 2028 per i sistemi di IA ad alto rischio integrati nei prodotti. Il nuovo regolamento introduce una nuova disposizione che vieta le pratiche di Ia relative alla generazione di contenuti sessuali e intimi non consensuali o di materiale pedopornografico (Csam). I sistemi di IA che generano immagini di nudo di persone reali o che rimuovono gli indumenti da foto esistenti per rivelare parti intime saranno vietati a partire da dicembre di quest’anno. Il nuovo regolamento posticipa al 2 agosto 2027 anche il termine per l’istituzione, da parte delle autorità competenti a livello nazionale, di “sandbox” normativi per l’Ia e riduce da 6 a 3 mesi il periodo di tolleranza concesso ai fornitori per l’attuazione di soluzioni di trasparenza relative ai contenuti generati artificialmente, fissando la nuova scadenza al 2 dicembre 2026. Il testo chiarisce inoltre le competenze dell’Ufficio per l’IA e le eccezioni in cui le autorità nazionali mantengono la competenza, Il regolamento introduce inoltre un nuovo obbligo per la Commissione di fornire orientamenti per assistere gli operatori economici dei sistemi di Ia ad alto rischio disciplinati dalla legislazione settoriale di armonizzazione nel conformarsi ai requisiti relativi all’alto rischio previsti dalla legge sull’Ia, in modo da ridurre al minimo gli oneri di conformità. L’atto legislativo sarà pubblicato a breve nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione. Link al comunicato, inclusivo del testo del regolamento, in italiano.

Proprietà intellettuale, la valutazione della Commissione JURI sull’attuazione della direttiva enforcement. Dopo lo studio della Commissione (gennaio 2026) sull’attuazione della Direttiva enforcement IP (2004/48/CE), la commissione JURI del Parlamento ha pubblicato una propria valutazione giuridica. La riforma incentrata principalmente sui brevetti, ma le misure di enforcement esaminate — responsabilità degli intermediari, condizioni per le ingiunzioni di blocco dinamico, linee guida su condivisione e protezione dei dati in giudizio — si applicano anche ai fini della tutela del diritto d’autore.

Scudo Europeo per la Democrazia, approvato il rapporto FIMI, fra le misure per i media incluso il finanziamento al giornalismo indipendente. Il 23 giugno la Commissione speciale sullo Scudo Europeo per la Democrazia (EUDS) ha approvato il rapporto sulla manipolazione e ingerenza informativa straniera (FIMI); il voto in plenaria è atteso a settembre. Tra le proposte, oltre alla creazione di un Centro Europeo per la Resilienza Democratica istituito per legge, con budget dedicato e governance condivisa tra Stati membri: maggiore supervisione sui modelli IA nell’ingerenza straniera; applicazione più severa del DSA contro le piattaforme inadempienti; risposte più rapide alle interferenze elettorali; misure contro la disinformazione generata dall’IA. Sul fronte media: finanziamenti a lungo termine per il giornalismo indipendente, applicazione del divieto spyware, status di protezione per i giornalisti investigativi, programmi di alfabetizzazione mediatica e fondi per la società civile via AgoraEU.

Parlamento UE, lanciato il registro di consenso su identità e IA. Il 23 giugno, in un evento al Parlamento europeo, l’attrice e produttrice Cate Blanchett e l’europarlamentare Eva Maydell (EPP, Bulgaria) hanno presentato il RSL Media Human Consent Registry (RSL Media, la no-profit che lo gestisce, finanziata anche dall’attrice). Il registro, lanciato lo scorso maggio, è uno strumento gratuito che permette a chiunque di dichiarare come i sistemi IA possano usare nome, immagine, voce e altri tratti identitari attraverso un sistema a semaforo (consentito/condizionato/vietato), le preferenze vengono registrate in formato leggibile dalle macchine e verificabili dalle piattaforme.

Digital Services Act, relazione sui rischi sistemici e le misure di mitigazione. Il 2 luglio il Comitato per i servizi digitali e la Commissione europea  hanno pubblicato la seconda relazione annuale delle attività che riferisce sumaggiori rischi rilevanti e ricorrenti (sistemici) – quali la diffusione di contenuti illegali o le minacce ai diritti fondamentali –  che si verificano sulle piattaforme online di dimensioni molto grandi (Vlop) e ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi (Vlose) nell’Unione Europea. La relazione fornisce inoltre una panoramica delle misure di mitigazione adottate dalle piattaforme per contrastare i rischi individuati. A colpo d’occhio la lista dei rischi e degli impatti sui diritti fondamentali individuati è impressionante, come pure la conseguente (limitata) lista delle misure di mitigazione intraprese dalle piattaforme (estratto dall’indice):

Nella relazione è sviluppato anche il tema dei rischi per i bambini e i giovani online (si veda il recente rapporto Eurobarometro dedicato) e il modo in cui il Digital Services Act sta sviluppando un approccio efficace a lungo termine per contrastare tali rischi. 

Consiglio UE, regolamento provvisorio per ridurre gli abusi sessuali sui minori online. Il Consiglio ha adottato la propria posizione su un regolamento volto a consentire ai fornitori di servizi online di ripristinare l’individuazione e la rimozione volontarie di materiale pedopornografico dalle proprie piattaforme. La misura mira a proteggere i minori mentre è in corso la negoziazione di un quadro legislativo a lungo termine. Il Consiglio auspica che il regolamento entri in vigore il prima possibile. La misura provvisoria costituisce una deroga alle norme sulla protezione dei dati nel settore delle comunicazioni elettroniche. La precedente misura provvisoria è scaduta il 3 aprile 2026, il Consiglio intende ripristinare quanto prima una misura provvisoria fino al 3 aprile 2028. La posizione del Consiglio sarà ora esaminata dal Parlamento europeo, in seconda lettura. Il Parlamento avrà la possibilità di approvare, modificare o respingere la posizione del Consiglio. Link al comunicato stampa

Corte di Giustizia UE: conferma della multa di 4,1 mld a Google per Android, applicazione del divieto di diffusione dei contenuti del canale Russia Today su web. L’impugnazione è respinta, ed è confermata la sanzione inflitta per abuso di posizione dominante del motore di ricerca Google Search nell’ambito del sistema operativo Android.  La Corte ha motivato:  di  non aver commesso alcun errore di diritto nel valutare gli effetti anticoncorrenziali delle condizioni di preinstallazione previste dagli accordi Android, nè nel confermare la valutazione della Commissione relativa alle condizioni di preinstallazione e di anti-frammentazione previste dagli accordi Android; di poter respingere le giustificazioni oggettive addotte da Google. Confermato anche l’esercizio della propria competenza estesa al merito per determinare l’importo dell’ammenda.  Link al comunicato, causa C-738/22 PPer quanto riguarda il caso di tre persone perseguite penalmente per aver diffuso ripetutamente, su un sito Internet accessibile gratuitamente al pubblico, contenuti del canale video canale RT – Russia Today Germany, sottoposto a misure restrittive e sguito del conflitto ucraino la Corte ha statuito che L’applicabilità di tale divieto non dipende né dal perseguimento di uno scopo di lucro né dalla portata o dalla durata della diffusione effettuata. Il giudice del rinvio tedesco investito del procedimento penale era interrogato sulla portata di tale divietochiedendosi se le tre persone interessate potessero essere qualificate come «operatori» benché il sito Internet di cui si tratta fosse accessibile gratuitamente e finanziato unicamente mediante offerte dei suoi utenti. Link al comunicato della causa C-67/25

Fonti: Confindustria, AER

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