Trasparenza e sostenibilità per completare la liberalizzazione del settore. È questo il fil rouge del dibattito che ha coinvolto, all’interno del FRU 2026, i rappresentanti delle principali organizzazioni della filiera musicale italiana sul rapporto tra creatività, diritti e sostenibilità economica.
La realizzazione di una banca dati unica delle opere audiovisive e dei fonogrammi e l’istituzione di un collettore unico dei pagamenti rappresentano passaggi essenziali per garantire maggiore trasparenza ed efficienza nel mercato dei diritti connessi. È la posizione ribadita da Confindustria Radio Televisioni durante il panel “Musica e diritti. Radio Universitarie, libertà di espressione e cultura della legalità”, svoltosi il 5 giugno nell’ambito del FRU – Festival delle Radio Universitarie 2026 (vd. news), organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e da F2 Radio Lab in collaborazione con RadUni – Associazione Operatori Radiofonici Universitari.
L’incontro, moderato da Rosario A. Donato, Direttore Generale di Confindustria Radio Televisioni, e da Monica Ferrante del Direttivo RadUni, ha visto la partecipazione di Gianluigi Chiodaroli, Presidente di Itsright, Mariano Fiorito, Direttore Generale di SCF, Rossella Lo Faro, Head of Corporate Affairs and Communication di FIMI, Andrea Miccichè, Presidente di Nuovo IMAIE, e Lorenzo Nicolosi, Direttore Licensing & Collection di SIAE.
Nel corso del confronto è emersa la necessità di individuare un punto di equilibrio tra la tutela della creatività, la corretta remunerazione degli aventi diritto e la sostenibilità degli adempimenti richiesti agli utilizzatori. In particolare, Andrea Miccichè (Nuovo IMAIE) e Mariano Fiorito (SCF) hanno richiamato l’attenzione sulla possibilità di realizzare uno sportello unico per i pagamenti e una banca dati condivisa tra gli organismi di gestione, strumenti che consentirebbero maggiore efficienza e trasparenza per l’intero sistema.
Un tema che ha visto Confindustria Radio Tv in prima linea fin dalle origini della proposta (link), che sta per trovare un percorso normativo in Parlamento (si vd. per es. link). Donato ha ricordato come CRTV abbia sostenuto fin dall’origine la necessità di introdurre strumenti in grado di garantire una maggiore trasparenza nella gestione dei diritti connessi, evidenziando le criticità derivanti dall’opacità dei mandati conferiti agli organismi di gestione e dalla frammentazione degli interlocutori presenti sul mercato. Una situazione che, secondo CRTV, determina un significativo aggravio degli oneri amministrativi per gli operatori radiotelevisivi, chiamati a confrontarsi con rivendicazioni spesso sovrapposte e con difficoltà nell’individuazione degli effettivi aventi diritto. “La realizzazione di una banca dati unica delle opere audiovisive e dei fonogrammi è una priorità di sistema, così come l’istituzione del collettore unico dei pagamenti, strumento di semplificazione capace di coniugare la corretta remunerazione degli artisti, interpreti ed esecutori con la sostenibilità degli adempimenti a carico degli utilizzatori”, ha sottolineato Donato.


