Si è tenuta ieri presso il Senato, IV Commissione Politiche Ue l’audizione di Confindustria Radio Televisioni sull’Atto Ue sulle reti digitali, ossia la proposta di Regolamento sul Digital Networks Act (DNA). Sono intervenute in rappresentanza dell’Associazione Bianca Papini, Coordinatore Commissione Tecnica e Annamaria La Cesa, responsabile Normativa e Regolamentare.
Il position paper lasciato agli atti affronta tre profili: (i) la governance dello spettro radio e il futuro della banda 470–694 MHz; (ii) la distribuzione dei contenuti su reti IP, con particolare riferimento alle Network Fees e alle Content Delivery Network e (iii) la tutela dei servizi radiofonici universali, con riferimento alla presenza obbligatoria della radio in auto.
Nell’audizione CRTV ha condiviso gli obiettivi europei di rafforzare competitività, resilienza e autonomia strategica attraverso reti digitali avanzate, ma sottolinea la necessità di preservare un modello infrastrutturale equilibrato, fondato sulla complementarità tra broadband e broadcast terrestre.
In Italia, la televisione digitale terrestre rappresenta una infrastruttura nazionale essenziale: capillare, affidabile, gratuita per l’utente e pienamente soggetta alla giurisdizione italiana ed europea. La sua funzione non è solo tecnologica o industriale, ma di interesse pubblico, poiché garantisce accesso universale ai contenuti audiovisivi, pluralismo, informazione professionale, coesione sociale e continuità del servizio anche in situazioni critiche.
La piattaforma terrestre, grazie alla sua architettura “uno-a-molti”, consente di raggiungere simultaneamente milioni di cittadini senza congestione, profilazione degli utenti, intermediazione algoritmica o dipendenza da piattaforme private. In un contesto segnato da crisi internazionali, minacce ibride e crescente dipendenza da infrastrutture globali non europee, questa ridondanza non è inefficienza, ma resilienza e autonomia strategica.
Per CRTV, la banda 470–694 MHz resta centrale per questo equilibrio: è l’ultima porzione armonizzata di spettro ancora idonea a sostenere la radiodiffusione terrestre su larga scala in Europa. La sua stabilità regolatoria è condizione necessaria per continuare a investire nelle reti broadcast, nella produzione audiovisiva e nei servizi media di interesse pubblico.
Nell’ambito del Digital Networks Act, CRTV auspica quindi che il coordinamento europeo in materia di spettro non si traduca in una centralizzazione, diretta o indiretta, delle scelte nazionali. In particolare, chiede che sia riaffermata la competenza primaria degli Stati membri nella governance dello spettro e che sia garantita la tutela di lungo periodo della banda UHF 470–694 MHz per la radiodiffusione terrestre nei Paesi in cui essa continua a svolgere funzioni essenziali di interesse pubblico.
CRTV non contrappone broadcast e broadband: il futuro dell’ecosistema audiovisivo italiano ed europeo deve fondarsi sulla coesistenza tra reti complementari. Una strategia digitale davvero sovrana e sicura non sostituisce un’infrastruttura con un’altra, ma preserva un modello equilibrato a tutela dell’interesse nazionale, del pluralismo democratico e della resilienza del sistema informativo.
Link allo streaming dell’intervento (a 33:43, per 5 minuti)


