Ofcom: sicurezza by design e tutela dai contenuti dannosi

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L’Autorità per le comunicazioni britannica vara due provvedimenti che intensificano l’enforcement sulla sicurezza online e la responsabilità delle piattaforme.

Due provvedimenti recenti dell’Ofcom, il regolatore britannico delle comunicazioni, fotografano con chiarezza la direzione dell’enforcement online nel Regno Unito: la sicurezza deve essere parte integrante della progettazione delle piattaforme, non una misura correttiva adottata a danno già fatto. E le piattaforme che non si adeguano pagano.

Il primo fronte: la sicurezza by design. Con il secondo ciclo di valutazioni del rischio previsto dall’ Online Safety Act, Ofcom ha richiesto alle principali piattaforme di presentare i propri risk assessment tra il 1° maggio e il 31 luglio 2026. Dopo un primo anno in cui oltre 70 valutazioni sono state richieste ai 40 siti e app “più grandi e rischiosi”, il regolatore non si accontenta più della sola conformità formale. Le piattaforme dovranno dimostrare di aver valutato i rischi prima di introdurre cambiamenti significativi ai propri prodotti, incluse le nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale — un requisito che incarna il principio di sicurezza by design: prevenire, non correggere a posteriori. Le piattaforme di maggiori dimensioni avranno inoltre l’obbligo di rendere pubblici i risultati delle proprie valutazioni entro ottobre 2026, introducendo un elemento di trasparenza e accountability verso gli utenti finora assente.

Il secondo fronte: autolesionismo e contenuti pornografici. Con una consultazione aperta fino al 24 aprile 2026, Ofcom ha proposto nuove misure per proteggere gli utenti dal materiale illegale che incoraggia l’autolesionismo e dalle immagini intime non consensuali. Il provvedimento recepisce la decisione del governo britannico di dicembre 2025 di elevare a reati prioritari sia il cyberflashing* che l’istigazione all’autolesionismo grave. Le proposte includono sistemi di segnalazione facili da usare, moderazione adeguatamente presidiata, rimozione rapida dei contenuti illegali, test algoritmici per valutare l’impatto dei cambiamenti di design e informazioni di supporto nelle ricerche legate all’autolesionismo. Sul versante della pornografia, 77 dei 100 principali servizi dedicati hanno già implementato sistemi di verifica dell’età, con Ofcom che ha già comminato sanzioni a più operatori, tra cui una multa record di 1,35 milioni di sterline per mancata protezione dei minori.

Il fil rouge: la piattaforma come soggetto responsabile. I due provvedimenti condividono una logica comune: le piattaforme non sono semplici intermediari neutrali, ma soggetti a cui è attribuita una responsabilità diretta per i danni che i propri prodotti possono generare. Dal luglio 2025 le piattaforme hanno l’obbligo legale di proteggere i minori dall’accesso a contenuti pornografici e da materiali che promuovono l’autolesionismo, il suicidio e i disturbi alimentari. I risk assessment obbligatori estendono questa logica a monte, chiedendo alle piattaforme di anticipare i rischi prima che si manifestino. Le decisioni finali su entrambi i fronti sono attese per l’estate 2026.

*Cyberflashing: forma di molestia digitale che consiste nell’invio non richiesto di immagini o video sessualmente espliciti a sconosciuti tramite tecnologie di prossimità come Bluetooth, AirDrop o messaggistica.

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