Proporzionalità regolatoria e dialogo strutturato
Nel pieno della trasformazione digitale, il confronto tra industria tecnologica, media e regolatori diventa sempre più strategico. È il messaggio lanciato da Massimo Dal Checco, presidente di Anitec-Assinform.
L’innovazione accelerata e la sfida dello sviluppo sostenibile. Secondo Dal Checco, il momento storico è segnato da un’innovazione tecnologica profonda, destinata ad accelerare ulteriormente con l’intelligenza artificiale e, in prospettiva, con il quantum computing. Cambiano i dispositivi, cambiano i servizi e cambiano anche le abitudini dei consumatori: “i device rappresentano il punto di scambio”, dove contenuti e piattaforme si incontrano e dove si gioca una parte decisiva della competizione digitale. In questo contesto, il tema della prominence non riguarda soltanto aspetti tecnici o regolatori. La questione, ha sottolineato Dal Checco, è più ampia: “la vera domanda è come costruiamo uno sviluppo sostenibile dell’ecosistema”, capace di conciliare interessi industriali, competitività e tutela del pluralismo.
Scala globale e sviluppo del mercato Italia. L’industria digitale opera, infatti, su scala globale e deve confrontarsi con una competizione sempre più intensa tra Stati Uniti e Cina, due poli tecnologici con modelli diversi di sviluppo. In questo scenario, le scelte regolatorie devono tenere conto anche delle logiche industriali delle imprese, molte delle quali operano su mercati internazionali e difficilmente possono adattare prodotti e strategie a regole specifiche di un singolo Paese. Per questo, ha spiegato Dal Checco, è necessario trovare un equilibrio tra tutela dell’interesse pubblico e sviluppo competitivo del mercato. La regolazione non deve compromettere gli investimenti né penalizzare in particolare le piccole e medie imprese, che costituiscono una parte importante del tessuto economico italiano. Allo stesso tempo, il presidente di Anitec-Assinform ha riconosciuto la legittimità della richiesta di strumenti regolatori per garantire equità competitiva e pluralismo dell’informazione. L’obiettivo, però, deve essere quello di costruire soluzioni condivise che rafforzino l’ecosistema audiovisivo nazionale, evitando conflitti che rischierebbero di trasferirsi su piani legali senza produrre benefici per nessuno.
Dialogo strutturato e proporzionalità regolatoria. La strada indicata è quella di un dialogo strutturato tra industria, istituzioni e operatori del mercato, strada impostata dall’AGCOM, accompagnato da un principio di proporzionalità regolatoria, aspetto questo in cui le associazioni di settore hanno un ruolo fondamentale di sintesi delle istanze delle industrie rappresentate. “Solo attraverso collaborazione e confronto”, ha concluso Dal Checco, “sarà possibile trasformare la rivoluzione digitale in un’opportunità di crescita per imprese, contenuti e sistema Paese“.



