Commissari UE, le audizioni all’Europarlamento dal 4 al 12 novembre. La Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo ha concordato il calendario delle audizioni dei commissari designati e ha deciso la ripartizione delle responsabilità tra le commissioni per le audizioni di conferma. Le audizioni inizieranno il 4 novembre e si svolgeranno fino al 12 novembre ( calendario di dettaglio nella prossima riunione) e sono volte a verificare se i Commissari designati sono idonei a ricoprire le cariche loro assegnate. La procedura prevede che la Commissione giuridica del Parlamento esamini le dichiarazioni di interessi dei Commissari sotto il profilo della sussistenze dei conflitti di interesse. A seconda del portafoglio, poi, un commissario designato può essere valutato da una commissione parlamentare (commissione competente) o da più commissioni (miste). Altre commissioni possono essere invitate a partecipare, o contribuire con domande orali, ma la valutazione finale dei candidati spetta ai coordinatori della/e commissioni competenti. Una volta completate tutte le audizioni, la Conferenza dei presidenti di commissione ne valuterà l’esito e trasmetterà le sue conclusioni alla Conferenza dei presidenti. Quest’ultima effettuerà la valutazione finale e deciderà se chiuderle. Al termine delle audizioni, la presidente eletta della Commissione, Ursula von der Leyen presenta in plenaria il Collegio dei Commissari al completo e il suo programma. È la plenaria dell’Europarlamento infatti che approva, a maggioranza dei voti espressi, per appello nominale), la Commissione che, è quindi formalmente nominata anche dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata. Come scrive Politico, con questo programma la prima data utile per l’insediamento della nuova Commissione è l’inizio di dicembre. La procedura potrebbe complicarsi, fra l’altro per la “condivisione delle competenze fra i vari Commissari (si v. articolo dedicato) prevista in questo nuovo esecutivo UE.
YouTube, Snapchat e TikTok richiesta di informazioni sui sistemi di raccomandazione ai sensi del DSA. La Commissione europea ha richiesto a YouTube, Snapchat e TikTok informazioni sui loro sistemi di raccomandazione, in conformità al Digital Services Act (Dsa): le piattaforme devono spiegare come progettano e gestiscono tali sistemi, e come intendono mitigare i rischi per la salute mentale e la diffusione di contenuti dannosi. Più in dettaglio, per YouTube e Snapchat sotto scrutinio sono gli algoritmi di raccomandazione e il loro impatto su rischi sistemici come il processo elettorale, il benessere mentale e la protezione dei minori. TikTok deve invece spiegare le misure adottate per limitare la diffusione di contenuti illegali, es. droghe e incitamento all’odio, e prevenire la manipolazione elettorale e del discorso civico. Le piattaforme devono fornire le informazioni richieste entro il 15 novembre. La Commissione valuterà poi l’avvio formale di un procedimento ai sensi dell’articolo 66 del Dsa. La Commissione può imporre ammende per informazioni errate o incomplete e penalità periodiche per mancata risposta (art.74.2). Dall’entrata in vigore del Dsa, la Commissione ha concentrato l’attenzione sui sistemi di raccomandazione, avviando procedimenti di non conformità contro TikTok, AliExpress, Facebook e Instagram.
Media Freedom Act, Il Parlamento europeo formerà il gruppo di supervisione. La Commissione Cultura (CULT) del Parlamento Europeo formerà un gruppo di monitoraggio per supervisionare l’attuazione della legge europea sulla libertà dei media. L’iniziativa, ispirata da analoghi gruppi di supervisione per i servizi digitali e le normative sull’intelligenza artificiale, è stata proposta dall’eurodeputato Laurence Farreng (Renew, Francia) con il sostegno dei Verdi durante un recente incontro dei coordinatori. La commissione sta attualmente cercando un relatore permanente per questo ruolo, per il quale l’ex presidente del CULT Sabine Verheyen (PPE, Germania) ha espresso una manifestazione di interesse. Nella precedente legislatura UE la commissione LIBE deteneva competenze esclusive sul regolamento, ma appare improbabile che cercherà un ruolo significativo in questo nuovo gruppo di monitoraggio. Il gruppo, come indicato in un precedente articolo potrebbe supervisionare anche la revisione della SMAV.
Fonti: Confindustria, Parlamento UE, Commissione UE, AER, Politico


