705 milioni di euro è il danno arrecato all’editoria, 1,75 miliardi le ricadute per il sistema Paese, 298 milioni i mancati introiti del fisco. 4.900 posti di lavoro persi nel mondo del libro,12.000 complessivamente, considerando anche l’indotto. Quasi un italiano su tre sopra i 15 anni (31%) ha compiuto almeno un atto di pirateria, uno su cinque (20%) ha scaricato gratuitamente da Internet almeno una volta un e-book o audiolibro in maniera illegale, e il 70% ritiene poco o per nulla probabile l’ipotesi che gli atti illegali vengano scoperti e puniti e gli atti di pirateria stimati in un anno sono 108,4 milioni, quasi 300mila ogni giorno, ma la buona notizia è che sono in calo dell’8% rispetto al 2021.
Questi i principali danni economici, occupazionali e le caratteristiche dei pirati che affliggono il mondo dell’editoria libraria. La ricerca IPSOS , giunta alla sua terza edizione è stata presentata dal presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli durante un incontro organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG).
Si tratta di stime analoghe a quelle riscontrate per l’audiovisivo (ricerca Fapav, l’ultima è del 2022), anche per il tema della consapevolezza dell’illecito – bassa, a fronte dell’alta consapevolezza dell’impunità – pur con i dovuti distinguo per la tipologia di prodotto piratato e i conseguenti profili delineabili: non a caso l’istituto di ricerca che cura l’indagine è lo stesso, Ipsos, e la metodologia analoga (CAWI).
In allegato comunicato, e sintesi della ricerca.


