Dal Digital Fairness Act, atteso l’11 novembre, all’Omnibus digitale. E poi deepfake dannosi, indagine Dsa su Booking.com per pubblicità non trasparente e il caso TikTok, prima causa sul DMA alla Corte di giustizia.
Digital Fairness Act, presentazione prevista per l’11 novembre . Come riportato da Eunews, l’agenda indicativa della Commissione europea, prevede tredici punti in cinque riunioni del collegio tra il 27 ottobre e il 24 novembre. Il 4 novembre, con sei punti in agenda, il collegio esaminerà il programma di lavoro 2027, fra cui il rapporto annuale sulla semplificazione. L’11 novembre è atteso il Digital Fairness Act sulla tutela dei consumatori online, che riguarda tra l’altro i modelli di design ingannevoli (dark pattern), il design che crea dipendenza, gli influencer e la profilazione, e che è slittato più volte. Il 24 novembre arriverà il pacchetto d’autunno del Semestre europeo. Il 26 e 27 novembre i leader dell’UE si riuniranno sul bilancio pluriennale 2028-2034, con l’obiettivo di un accordo entro fine anno per adottare gli atti nel 2027 e partire il 1° gennaio 2028.
Deepfake dannosi, i socialdemocratici chiedono un divieto Ue. Si moltiplicano le norme nazionali. Il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo chiede una legislazione Ue che vieti i deepfake dannosi, non consensuali o ingannevoli. Lo prevede una bozza delle priorità tecnologiche del gruppo visionata da Politico: piattaforme e fornitori di IA dovrebbero prevenirne la diffusione, senza attendere le segnalazioni. Il testo non indica però come attuare il divieto.Intanto gli Stati membri si muovono da soli. La Danimarca ha presentato un disegno di legge che modifica il diritto d’autore per vietare la condivisione di repliche digitali di volto, voce e altri tratti identificativi senza consenso, salvo parodia, satira e critica. Interventi sono in corso anche a Cipro, in Belgio, nei Paesi Bassi e in Germania. Il diritto Ue copre il fenomeno solo in parte: l’AI Act impone obblighi di trasparenza, il Dsa disciplina i contenuti illegali e a dicembre sono attese restrizioni sulle funzioni di “nudificazione”. Manca però un diritto generale sulla propria immagine digitale. Resta aperto il dibattito sullo strumento più adatto, tra diritto d’autore e tutele di privacy e personalità. A marzo il Parlamento aveva già chiesto alla Commissione misure contro le repliche digitali non autorizzate.
Omnibus digitale, il Consiglio Ue approva il mandato su Gdpr, cookie e cibersicurezza. Il Consiglio Ue ha definito la propria posizione sulla proposta di semplificazione delle norme su protezione dei dati, privacy e cibersicurezza, parte del pacchetto “Omnibus VII”. La parte relativa all’IA era già stata adottata il 29 giugno 2026. Sul Gdpr, il mandato conserva l’attuale definizione di dati personali, ma chiarisce le regole su pseudonimizzazione e identificazione. Semplifica la gestione delle richieste infondate o eccessive e introduce una definizione di “ricerca scientifica” con esenzioni mirate. Prevede garanzie per la nuova deroga sul trattamento di dati sensibili per la verifica biometrica e per i sistemi di IA. Sostiene inoltre la proroga del termine per notificare le violazioni, un elenco Ue unico dei trattamenti ad alto rischio e modelli comuni per gli adempimenti. Sui cookie, restano le norme della direttiva e-privacy, ma si ampliano i casi in cui non serve il consenso: fornitura del servizio, sicurezza del dispositivo e misurazione dell’audience, un punto di interesse anche per gli editori radiotelevisivi online. L’obiettivo è ridurre i banner. La proposta abroga inoltre parti del regolamento P2B e crea un punto unico per segnalare gli incidenti informatici (link). I negoziati con il Parlamento partiranno appena questo avrà adottato la propria posizione.
DMA, l’avvocato generale: respingere il ricorso di ByteDance contro la designazione di TikTok come gatekeeper. Nella prima causa sul regolamento sui mercati digitali (DMA) giunta alla Corte di giustizia UE, l’avvocato generale Andrea Biondi ha proposto, il 15 ottobre 2026, di respingere l’impugnazione di ByteDance. Nel settembre 2023 la Commissione aveva designato la società come gatekeeper per TikTok senza avviare un’indagine di mercato, e il Tribunale aveva confermato la decisione. Secondo Biondi, la Commissione deve aprire un’indagine quando l’impresa presenta argomenti che mettono manifestamente in discussione la presunzione legata al superamento delle soglie. Non basta però sollevare dubbi: servono argomentazioni convincenti, pur senza dover provare in via definitiva di non essere un gatekeeper. L’avvocato generale ha inoltre ritenuto che il fatto che gli utenti usino anche altri social network non escluda, di per sé, che TikTok sia un punto di accesso importante. Quanto al diritto di essere ascoltati, la Commissione non era tenuta a consentire a ByteDance di commentare la valutazione provvisoria: su questo punto la motivazione del Tribunale andrebbe corretta, ferma restando la reiezione della domanda. La sentenza è attesa nei prossimi mesi.(link)
Dsa, la Commissione apre un’indagine su Booking.com: inserzioni fraudolente e pubblicità non trasparente. La Commissione UE ha avviato un procedimento formale nei confronti di Booking.com per possibili violazioni del Regolamento sui servizi digitali (Dsa). Al centro dell’indagine, tre profili: la gestione dei rischi legati a inserzioni fraudolente e non conformi, la diffusione di truffe di phishing, anche attraverso le modalità di condivisione dei dati di prenotazione e il servizio di messaggistica della piattaforma, e la trasparenza della pubblicità.Su quest’ultimo punto, Bruxelles verificherà se le strutture che pagano per comparire più in alto nei risultati di ricerca siano chiaramente segnalate come pubblicità. Per ogni annuncio, inoltre, gli utenti dovrebbero poter vedere facilmente chi ne è l’autore, chi lo ha finanziato, perché viene loro mostrato e come modificare le impostazioni che ne determinano la visualizzazione.Se confermate, le carenze configurerebbero violazioni degli articoli 34 e 35 del Dsa sui rischi sistemici e dell’articolo 26, paragrafo 1, sull’identificabilità della pubblicità (comunicato). Un ecosistema pubblicitario online sicuro e trasparente è tema centrale anche per il settore radiotelevisivo, che da tempo chiede regole comparabili tra media tradizionali e piattaforme digitali nella raccolta pubblicitaria.

