L’Osservatorio della Radio in Europa di Confindustria Radio Televisioni su “Les Echos”

lesechos (1)

Condividi l'articolo

La ricerca di Confindustria Radio Televisioni offre lo spunto per un articolo del quotidiano economico sulle politiche di settore per la Francia

L’Osservatorio della radio in Europa realizzato da Confindustria RadioTV (equivalente al Medef francese) ci insegna che non si tratta di un destino ineluttabile. In questi paesi constatiamo allo stesso tempo un alleggerimento legislativo giustificato da un aumento dei vettori di diffusione e quindi della concorrenza (Ofcom, UK), l’utilizzo del digitale come opportunità di innovazione editoriale e un grande dinamismo degli editori radiofonici. L’evoluzione delle reti di diffusione permette un aumento dell’offerta di contenuti proposta al pubblico adattando l’offerta radiofonica alle nuove pratiche di ascolto.”

È questo l’incipit dell’articolo “La baisse d’audience de la radio n’est pas une fatalité” pubblicato sul quotidiano finanziario Les Echos il 14 aprile scorso. Il pezzo richiama l’attenzione sul fatto che in Europa ci sono mercati dove la radio mostra resilienza e vivacità per le iniziative dei broadcaster radiofonici e l’attenzione del legislatore. Lo spunto è offerto dalla nostra ricerca “Osservatorio della Radio in Europa 2024-2025” disponibile anche in lingua inglese e francese.

Da oltre un decennio, la radio in Francia perde ascoltatori. Parallelamente, il rapporto annuale sugli investimenti pubblicitari in Francia Bump (Baromètre unifié du marché publicitaire — ndr), pubblicato il mese scorso, ha annunciato una diminuzione del 2,5% dei ricavi pubblicitari della radio nel 2025 rispetto all’anno precedente. Negli Stati Uniti e in Europa, l’aumento dell’offerta di contenuti sul web riduce il tempo disponibile per l’ascolto della radio. Ma le nuove offerte audio, in particolare la musica, i podcast nativi o gli audiolibri, dovrebbero stimolare la radio a evolversi. Non è questo il caso in Francia, dove la radio registra il calo di ascolti più forte rispetto agli altri paesi occidentali e in particolare al Regno Unito“.

Nell’articolo si riportano i dati di Médiamétrie che indicano che la radio ha perso quasi 6 milioni di ascoltatori nel giorno medio negli ultimi 10 anni — dall’81% dei francesi (13 anni+) nel 2015 al 67% attuale — e si fa riferimento al fatto che nello stesso periodo in altri mercati il pubblico è rimasto sostanzialmente stabile [CHK, Italia] o è addirittura cresciuto, nel Regno Unito il numero di ascoltatori è aumentato del 5,1%.

L’Osservatorio Radio 2024-2025 di Confindustria Radio TelevisioniSfide e ambizioni della radio in Europa. La rivoluzione del digitale e dell’ascolto, a cura dell’Ufficio Studi associativo, è stato pubblicato nel maggio 2025, e analizza lo scenario nei cinque principali mercati continentali (Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna), con un case study riferito alla Svizzera, evidenziando come il passaggio da un sistema lineare a uno ibrido e on demand stia ridisegnando l’intero ecosistema audio.

L’articolo è a firma di Benoît Cassaigne, ex direttore generale delegato di Médiamétrie e presidente del Comitato francese di radio-televisione; e di Albino Pedroia, consulente ed ex direttore di Havas e Canal+ e co-autore dell’Osservatorio CRTV.

Articoli correlati