“Dal 3 gennaio prosegue la riorganizzazione delle frequenze tv sul digitale terrestre che coinvolgerà gran parte delle regioni del nord Italia. I cittadini dovranno risintonizzare i canali tv per continuare a guardare i programmi televisivi”. È quanto annuncia il MISE nel comunicato pubblicato sul sito istituzionale in data 28 dicembre. Si tratta di “proseguimento”, poiché la riorganizzazione /refarming delle frequenze si è avviata in Sardegna dal 15 novembre al 2 dicembre scorso. Per l’isola è prevista una piccola coda, il prossimo 4 gennaio, con il passaggio degli ultimi canali RAI (Rai 1, Rai 2, Rai 3 TGR Regionale e Rai News). Con il passaggio del nord Italia si entra nel vivo del refarming, processo che complessivamente vedrà dal 3 gennaio al 30 giugno del 2022 tutti i canali TV italiani trasmessi su digitale terrestre, nazionali e locali, lasciare la banda 700 MHz per compattarsi nella banda sub 700 (470-694 MHz). La banda 700 MHz, si ricorda, è stata assegnata, come da decisione UE 2017/899 al broadband mobile di nuova generazione 5G.
Le aree interessate. Il rilascio delle frequenze della banda 700 e la contestuale accensione di quelle della banda sub 700 avverrà gradualmente per macro-aree continuando con le regioni del Nord Italia, zone montane prima, seguite dalla pianura. Come anticipato e come previsto nella roadmap di dettaglio saranno interessate dal 3 gennaio al 9 marzo la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Lombardia (tranne la provincia di Mantova) e le province di Piacenza, Trento e Bolzano, e dal 9 febbraio al 14 marzo il Veneto, la provincia di Mantova, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna. Per la Valle d’Aosta, prima regione a rilasciare le frequenze, è disponibile il dettaglio delle date di switch off dei programmi comune per comune a questo link (in fondo alla pagina).
Lo spegnimento dell’MPEG-2. L’8 marzo 2022 le emittenti televisive nazionali dismetteranno la codifica di trasmissione MPEG-2 ed attiveranno in tutto il Paese la codifica MPEG-4 sullo standard tecnologico DVBT: questo consentirà di vedere i programmi in alta qualità solo a chi avrà un televisore che supporta questa tecnologia. Tuttavia, fino al 31 dicembre 2022 le emittenti televisive nazionali potranno continuare a trasmettere anche in SD, ma sui tasti del telecomando dall’ 1 al 9 saranno visibili i canali con la nuova codifica (“ riprotezione a tutela degli utenti e della visibilità dei programmi TV, si veda articolo precedente).
Rifinanziamento dei bonus (TV/decoder, rottamazione TV) e consegna a domicilio dei decoder per anziani non abbienti. “I cittadini che avranno necessità di cambiare il televisore o di acquistare il decoder potranno continuare a richiedere i bonus messi a disposizione dal Mise, le cui risorse sono state, su volontà del ministro Giancarlo Giorgetti e del sottosegretario Anna Ascani, rifinanziate con ulteriori 68 milioni di euro nella legge di bilancio 2022”. Come già anticipato, nella manovraè stata inserita anche la nuova agevolazione che prevede la consegna dei decoder a casa degli anziani over 70 con reddito inferiore a 20.000 euro, attraverso una apposita convenzione tra Ministero dello sviluppo economico e Poste Italiane S.p.a.
Il comunicato accenna anche alla collaborazione con le regioni coinvolte dalla riorganizzazione delle frequenze su iniziative di comunicazione.
La comunicazione del Ministero si declina anche sul sito dedicato alla Nuova TV Digitale (NTD https://nuovatvdigitale.mise.gov.it), al quale si consiglia di far riferimento per informazioni di dettaglio. Fra queste richiamiamo di seguito quelle relative all’utenza.
Ricevitori HD e risintonizzazione. In questo periodo ai telespettatori del Nord Italia sarà richiesto di avere terminali di ricezione TV (televisore o decoder) predisposti per la ricezione HD, perché per compattare l’offerta televisiva su uno spazio frequenziale più ristretto gli operatori televisivi saranno costretti a trasmettere il segnale con codec più evoluto (MPEG-4, glossario). Sul sito del MISE dedicato al passaggio alla nuova TV digitale si può consultare la pagina dedicata alla compatibilità degli apparati di ricezione TV). Con il rilascio della banda 700 e la redistribuzione delle frequenze tra le emittenti radiotelevisive bisognerà risintonizzare i canali televisivi per poter agganciare le nuove frequenze e continuare a vedere tutti i programmi. Per quasi tutte le TV la procedura di ri-sintonizzazione avviene automaticamente, in caso contrario la sintonizzazione manuale è accessibile dal tasto menu del telecomando. L’elenco completo delle numerazioni automatiche dei canali nazionali (LCN), e quindi la numerazione associata ai canali nel momento in cui viene effettuata la ricerca automatica, è disponibile a questo indirizzo.
I passaggi dei maggiori canali Rai. Sul sito nuovatvdigitale.mise.gov.it una news dedicata segnala in particolare il passaggio dei canali di bandiera del servizio pubblico Rai 1, Rai 2, Rai 3, del canale all news Rai News 24 e delle programmazioni regionali. Il passaggio sulle nuove frequenze per questi canali Rai avverrà, in ogni singola Regione, dal primo giorno di refarming previsto per la Regione stessa, mentre il cambio di frequenze per tutte le altre emittenti seguirà il calendario del decreto Roadmap. Gli utenti pertanto, ad eccezione di quelli coinvolti il primo giorno, dovranno effettuare una doppia sintonizzazione: la prima in corrispondenza del cambio di frequenze RAI e una seconda in occasione del cambio frequenza delle altre emittenti. Queste le date dei passaggi di frequenza dei canali Rai:
- Dal 3 gennaio 2022 in Valle D’Aosta
- Dal 4 gennaio in Sardegna
- Dal 10 gennaio in Piemonte
- Dal 20 gennaio in Lombardia
- Dal 10 febbraio in Trentino-Alto Adige
- Dal 24 febbraio in Veneto
- Dal 1° marzo in Friuli-Venezia Giulia
- Dal 2 marzo in Emilia-Romagna
Per quanto riguarda RaiNews 24, sempre a partire dal 3 gennaio 2022, le trasmissioni saranno progressivamente diffuse in HD e pertanto potranno essere visibili solo da televisori e decoder in grado di supportare tale tecnologia. In questo caso, il passaggio avverrà Regione per Regione secondo il calendario di attivazione delle nuove frequenze stabilito dal Ministero dello Sviluppo Economico. Si consiglia tuttavia di consultare anche il portale RAI per tutti gli aggiornamenti relativi allo switch-off dei canali Rai.


