Nella giornata mondiale della libertà di stampa pubblicato il nuovo rapporto quadriennale dell’UNESCO che fotografa un ecosistema informativo globale in crescente difficoltà, con la disinformazione e il predominio delle piattaforme digitali tra i fattori di rischio più rilevanti.
Pubblicato il 3 maggio, in occasione del World Press Freedom Day, il rapporto documenta un calo storico dell’indice globale di libertà di espressione, un’autocensura dilagante tra i giornalisti e una disinformazione che l’UNESCO definisce “il più grande rischio globale, superiore alla violenza e ai cambiamenti climatici”.
Declino della libertà e autocensura. Il rapporto documenta un declino della libertà di espressione a livello globale del 10% dal 2012: una contrazione senza precedenti nella storia recente, paragonabile solo ai periodi delle guerre mondiali e della Guerra Fredda. L’autocensura tra i giornalisti è aumentata del 63%, quella che un tempo era una pratica eccezionale sta diventando la norma, con i giornalisti che evitano sempre più di trattare temi sensibili come la corruzione, i diritti umani e le questioni ambientali.
La disinformazione una delle minacce più gravi alla democrazia. Un’indagine UNESCO-Ipsos del 2023 rileva che l’87% degli intervistati si dichiara preoccupato per la disinformazione in ambito elettorale. Il direttore generale per la comunicazione e l’informazione dell’UNESCO ha definito la disinformazione “il più grande rischio globale, superiore alla violenza e persino ai cambiamenti climatici“. A questo si aggiunge una crescente polarizzazione dell’ecosistema informativo, con diritti umani sempre più sotto pressione e violenze e molestie digitali che diventano progressivamente la norma, in particolare nei confronti delle giornaliste.
Le piattaforme digitali minano la sostenibilità delle redazioni. Sul fronte dei modelli economici, le piattaforme digitali hanno sottratto la quota principale dei ricavi pubblicitari ai media tradizionali, mettendo a rischio la sostenibilità delle redazioni professionali, la loro indipendenza editoriale e la capacità di garantire una copertura pluralistica.

Giornalisti in prima linea, violenza digitale contro le giornaliste. Sul piano della sicurezza fisica, tra gennaio 2022 e settembre 2025 sono stati uccisi 310 giornalisti, di cui 24 donne e 162 in zone di conflitto. Le violenze online contro le giornaliste hanno raggiunto livelli allarmanti: nel 2025 il 75% ha subito forme di violenza digitale nell’esercizio della propria professione.
Intelligenza Artificiale. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il rapporto analizza l’impatto delle piattaforme digitali e dell’IA sul giornalismo e sulla sostenibilità dei media. Dall’indagine emerge che oltre il 40% dei giornalisti utilizza già strumenti di IA per la produzione di contenuti e quasi un terzo per generare contenuti online. L’IA rappresenta al tempo stesso un’opportunità e un rischio: se da un lato può democratizzare l’accesso all’informazione e supportare il lavoro redazionale, dall’altro amplifica la produzione e la diffusione di contenuti falsi e di propaganda, con effetti difficilmente controllabili sulla qualità del dibattito pubblico.
La sottrazione di risorse pubblicitarie ai media regolati e il contestuale rafforzamento delle piattaforme online — prive di obblighi comparabili in materia di trasparenza e responsabilità editoriale — rappresentano un rischio non solo economico, ma democratico. E’ quanto sostiene da tempo Confindustria Radio Televisioni, indicando la necessità di tutelare il diritto costituzione all’informazione dell’art 21 e reclamando la destinazione del 5% delle risorse degli OTT all’industria editoriale nel suo insieme – editori radiotv, editoria stampa e libraria – misura fiscale correttiva per restituire il valore sottratto e garantire lo sviluppo di un’industria che è un insostituibile presidio culturale e democratico.
Il rapporto è basato sui contributi di oltre 100 esperti internazionali e su centinaia di fonti accademiche e istituzionali. Pubblicato ogni quattro anni dall’UNESCO è l’unico strumento globale di analisi pluriennale delle tendenze in materia di libertà di espressione e sviluppo dei media.
Link al rapporto UNESCO “World Trends in Freedom of Expression and Media Development 2022/2025 — Journalism: Shaping a World at Peace“


