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Parità di genere, tutela dei minori online, copyright, revisione SMAV, democracy shield, iniziative dei cittadini per un social network pubblico europeo

.UE: nuova Strategia per la parità di genere 2026-2030. La Commissione europea ha presentato la nuova Strategia per la parità di genere 2026-2030, che punta a rafforzare l’uguaglianza tra donne e uomini in diversi ambiti della vita sociale, economica e politica. Secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, al ritmo attuale servirebbero ancora circa 50 anni per raggiungere la piena parità nell’UE. Il piano affronta anche nuove sfide, come la violenza online e i rischi legati all’intelligenza artificiale, con misure per contrastare fenomeni come deepfake e cyberbullismo. La Strategia prevede inoltre iniziative per ridurre i divari salariali e pensionistici, promuovere la partecipazione delle donne nella politica e nei settori STEM, migliorare l’accesso a cure sanitarie sensibili alle differenze di genere e coinvolgere uomini e ragazzi nella promozione dell’uguaglianza. Presentata alla vigilia della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, la Strategia mira ad accelerare i progressi verso un’Europa più equa.

Sicurezza digitale: al via il panel UE sulla protezione dei minori online. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ospitato il primo incontro del panel speciale sulla sicurezza dei minori online, annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione 2025. Il gruppo di esperti ha il compito di formulare raccomandazioni per migliorare la tutela dei minori negli spazi digitali e valutare l’eventuale introduzione di limiti di età armonizzati per l’accesso ai social media. Il panel riunisce specialisti di salute, informatica, diritti dei minori e alfabetizzazione digitale, insieme a rappresentanti dei giovani. Nel primo incontro sono stati analizzati rischi e benefici dell’uso delle piattaforme digitali da parte dei minori, tra cui social media, videogiochi e applicazioni di messaggistica. Tra i temi discussi: responsabilità delle aziende tecnologiche, progettazione di servizi adeguati all’età, algoritmi che creano dipendenza e educazione digitale. Il panel presenterà raccomandazioni alla Commissione entro l’estate 2026.

Registrata iniziativa dei cittadini per un social network pubblico europeo. La Commissione europea ha registrato una nuova Iniziativa dei cittadini europei intitolata “European public social network”, che propone la creazione di una piattaforma di social media pubblica a livello europeo. L’obiettivo dell’iniziativa è offrire un’alternativa alle piattaforme private attuali attraverso un servizio gestito nell’interesse pubblico, finanziato e supervisionato dalla società, in grado di garantire indipendenza da pressioni politiche e tutela dei diritti degli utenti. La registrazione da parte della Commissione conferma che la proposta soddisfa i requisiti formali previsti dal regolamento sulle iniziative dei cittadini, ma non implica una valutazione del contenuto. Gli organizzatori avranno sei mesi per avviare la raccolta delle firme, che durerà 12 mesi. Se l’iniziativa otterrà almeno un milione di firme in sette Stati membri, la Commissione sarà tenuta a esaminarla e a decidere eventuali azioni.

Democracy Shield, nasce il Centro europeo per la resilienza della democrazia contro disinformazione e interferenze. La Commissione europea ha annunciato la creazione del Centro europeo per la resilienza della democrazia, un nuovo hub di coordinamento nell’ambito dello European Democracy Shield, l’iniziativa volta a rafforzare la risposta dell’UE alla disinformazione online e alle interferenze informative straniere. Tra le priorità iniziali figurano lo sviluppo di strumenti per rendere le elezioni più resilienti, l’elaborazione di un piano europeo contro la disinformazione e le interferenze informative straniere (FIMI), la creazione di una piattaforma dedicata agli stakeholder e iniziative di rafforzamento delle capacità operative. L’obiettivo è consolidare la cooperazione tra istituzioni europee, governi nazionali e attori della società civile per proteggere i processi democratici nell’era digitale.

Copyright, IA e media audiovisivi al centro del dibattito sulla regolazione digitale. La Commissione europea sta intensificando gli sforzi per aggiornare il quadro normativo dei media digitali, con particolare attenzione a copyright, intelligenza artificiale (IA) e servizi audiovisivi. Il tema è stato al centro di un confronto con la commissione Cultura del Parlamento europeo (CULT) il 24 febbraio, alla presenza della vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e del commissario alla Cultura Glenn Micallef. Uno dei punti principali riguarda l’adattamento della direttiva sul copyright al mercato emergente delle licenze per l’IA. Virkkunen ha spiegato che la Commissione sta valutando come facilitare nuovi modelli di licenza che garantiscano una “giusta remunerazione” ai titolari dei diritti che scelgono di rendere disponibili i propri contenuti per tali addestramenti. Tra le ipotesi allo studio, la creazione di un meccanismo di mediazione tra aziende tecnologiche e detentori dei diritti. Parallelamente, la Commissione intende sostenere artisti e creatori nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, nell’ambito di una futura strategia europea sull’IA e i settori creativi prevista non prima del 2027. È stato inoltre confermato che l’obbligo di etichettatura dei contenuti generati dall’IA, previsto dal regolamento europeo sull’IA, entrerà in vigore ad agosto. Riguardo alla revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi la Commissione intende modernizzare le norme, in particolare per rafforzare la protezione dei minori online e affrontare nuove tipologie di contenuti potenzialmente dannosi. A metà febbraio è stata avviata una consultazione pubblica per la valutazione della direttiva, i cui risultati sono attesi nel terzo trimestre dell’anno. Tra gli obiettivi della revisione figurano inoltre la semplificazione delle regole pubblicitarie, il coordinamento con il Digital Services Act e con la normativa sulla tutela dei consumatori, senza modificare le quote esistenti per le opere europee.

Fonti varie fra cui Confindustria, AER, UE

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