L’ascesa dei “news creator” e degli influencer politici: come i social stanno cambiando l’informazione globale

fakenews

Condividi l'articolo

Il panorama dell’informazione mondiale sta vivendo una profonda trasformazione. Secondo due recenti rapporti – del Reuters Institute e di una autorità di regolazione tedesca –  una nuova generazione di creatori di contenuti –news creators  (Reuters) – sta ridefinendo il modo in cui il pubblico accede alle notizie, influenzando la fiducia, le pratiche giornalistiche e perfino la comunicazione politica.

Il rapporto “Mapping News Creators and Influencers in Social and Video Networks” del Reuters Institute e basato sul Digital News Report 2024–2025, analizza il fenomeno in 24 Paesi, delineando una mappa dei nuovi attori dell’informazione online (NB: l’Italia è esclusa). Si tratta di personalità e influencer che producono contenuti di attualità o di interesse pubblico su piattaforme come YouTube, TikTok, Instagram e X (ex Twitter). In molti mercati, questi creatori attirano più attenzione delle testate tradizionali, soprattutto tra i giovani.

L’indagine distingue due grandi aree: “News”, che include contenuti legati ad attualità politica, economica e sociale, e “News-Adjacent”, che comprende temi di intrattenimento, cultura pop o lifestyle, spesso trattati con toni più leggeri. All’interno di queste aree si collocano otto categorie di creatori: dai commentatori politici e giornalisti indipendenti agli “explainers”, dai comici satirici agli influencer di moda o religione che affrontano temi sociali.

L’analisi evidenzia cinque tendenze principali: 1) la diffusione geografica è diseguale: in Paesi come Brasile, Indonesia o Stati Uniti, i creator superano le testate in popolarità, mentre in Europa settentrionale e Giappone i media tradizionali restano predominanti; 2)  il settore è dominato da pochi nomi noti e da una lunga coda di micro-creatori che servono comunità di nicchia, spesso con un rapporto di fiducia più forte; 3) pur essendo prevalentemente nazionale, il fenomeno ha eccezioni globali: opinionisti statunitensi influenzano dibattiti anche in altri Paesi anglofoni; 4) le differenze per genere ed età è marcata: l’85% dei creator più visibili sono uomini, e il pubblico under 35 tende a fidarsi più dei creator (48%) che dei media tradizionali (41%); 5) YouTube emerge come piattaforma chiave, seguita da TikTok e Instagram per i giovani, mentre Facebook e X mantengono ruoli più settoriali.

Il rapporto sottolinea anche alcuni rischi strutturali: la difficoltà di distinguere informazione e opinione, la mancanza di verifica editoriale e la crescente influenza degli algoritmi. Per affrontare queste criticità, il Reuters Institute propone quattro linee d’azione: potenziare l’alfabetizzazione mediatica, aumentare la trasparenza algoritmica, monitorare l’impatto politico dei creator e incoraggiare collaborazioni etiche tra media tradizionali e creatori digitali.

Parallelamente “Influencer politici tra giornalismo e algoritmo”,  un recente studio dell’Autorità per i media del Nord Reno-Vestfalia (LfM), ha messo in luce la crescita di una sottocategoria specifica: gli influencer politici. Sono questi dei creator che utilizzano i social per sostenere cause o candidati, influenzando il dibattito pubblico attraverso contenuti che mescolano opinione e informazione. Secondo lo studio, nel 59% dei casi analizzati le due dimensioni non sono chiaramente distinguibili, sollevando interrogativi su trasparenza e responsabilità. L’indagine arriva in un momento cruciale per la regolamentazione europea. Le nuove norme UE sulla pubblicità politica, in vigore dal 2025, mirano a contrastare la manipolazione e le interferenze straniere, ma non includono esplicitamente gli influencer politici. La Commissione Europea sta inoltre preparando la proposta di un Digital Fairness Act, che introdurrà regole più severe contro il marketing ingannevole e le pratiche digitali dannose, con particolare attenzione ai minori. Resta incerto se queste norme copriranno anche i contenuti di carattere politico.

Infine, sempre sul tema, secondo il recente sondaggio Eurobarometer, Social Media Survey 2025, il 37% degli europei segue influencer o creatori di contenuti, una percentuale che sale al 74% tra i giovani di 15–24 anni. La crescente influenza di queste figure mostra come il confine tra informazione, comunicazione e marketing si stia facendo sempre più labile.

Articoli correlati