La regolazione “proporzionata” sulla prominence
La regolazione della prominence, cioè della visibilità dei servizi audiovisivi di interesse generale sulle smart TV, nasce dall’esigenza di adattare le regole del sistema dei media alla trasformazione tecnologica in atto. È quanto ha spiegato Laura Aria, commissaria Agcom, nel suo keynote speech”Obiettivi, obblighi e tempistiche di attuazione della delibera 250/25/CONS”, illustrando il percorso che ha portato l’Autorità a definire le nuove linee guida.
Agcom: una storia di accompagnamento dell’innovazione del settore radiotv. Secondo Aria, la questione non è soltanto tecnica ma riguarda il rapporto tra qualità dell’informazione e libertà di scelta dei cittadini. Il televisore, ha ricordato, è sempre stato uno strumento centrale nella fruizione dei contenuti: dall’epoca dei primi canali analogici fino all’introduzione del digitale terrestre, quando l’Autorità intervenne per organizzare l’offerta attraverso la numerazione automatica dei canali (LCN), consentendo ai telespettatori di orientarsi nell’abbondanza di programmi disponibili.
L’icona blu, 100% di adozione sui dispositivi compatibili. Oggi il sistema si trova davanti a un nuovo passaggio tecnologico: l’integrazione tra broadcasting e streaming all’interno delle smart TV. In questo contesto l’Unione europea, già con la direttiva sui servizi media audiovisivi del 2018, ha previsto la possibilità per gli Stati membri di introdurre obblighi di preminenza per i servizi di interesse generale. Il legislatore italiano ha recepito questo indirizzo nel Tusma affidando all’Agcom il compito di definire le regole operative. Il percorso regolatorio è iniziato con l’introduzione della cosiddetta “icona blu”, che consente un accesso riconoscibile al digitale terrestre e alla numerazione dei canali, una misura che – ha ricordato Aria – è stata adottata senza particolari criticità dall’industria e oggi registra un’adozione del 100% sui dispositivi compatibili.
L’approccio proporzionale “software only” per la prominence dei SIG sulle smart TV. La seconda fase riguarda invece la presenza dei servizi di interesse generale nella homepage delle smart TV. Anche in questo caso l’Autorità ha seguito un approccio definito “proporzionale”, costruito attraverso il dialogo con la Commissione europea e con gli operatori del settore. Le regole prevedono che una porzione limitata della schermata principale dedicata ai serrvizi di interesse generale (SIG) e ospiti fino a otto icone dedicate a tali servizi, lasciando invariata la libertà commerciale dei produttori e delle piattaforme. “Abbiamo minimizzato gli obblighi per i costruttori intervenendo sul software e non sull’hardware”, ha spiegato Aria, sottolineando che “l’obiettivo non è limitare il mercato ma ristabilire un equilibrio nel nuovo ecosistema digitale“.
In questa prospettiva, la regolazione non rappresenta un freno all’innovazione ma uno strumento per garantire pluralismo e accesso ai contenuti. “Non abbiamo costruito steccati”, ha concluso, “abbiamo cercato di buttare un ponte e dare il microfono a tutte le voci”.



