È stato pubblicato nella Gazzetta dell’Unione Europea il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act). Il regolamento (UE) 2024/1689, del 13 giugno 2024, stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale.
La legge sull’intelligenza artificiale introduce nuove norme di conformità per determinati sistemi e modelli di intelligenza artificiale. Classifica i sistemi di IA in tre categorie, in base al loro livello di rischio, e i relativi obblighi di conformità discendono da tale classificazione.
Il regolamento è corposo – consta di 113 articoli e 13 allegati, articolato, sono 13 i capi spesso suddivisi in sezioni, e modifica in alcune parti altre norme unionali.
Come recita l’art. 113, l’entrata in vigore è prevista a 20 giorni dalla pubblicazione, ossia il 1 agosto 2024, ma la norma sarà pienamente operativa fra 2 anni. Come già anticipato, infatti l’applicazione sarà graduale per successivi step a partire dalle attività vietate.
Vigenza immediata e diretta (senza bisogno di recepimento, trattandosi di regolamento) ma piena operatività fra 24 mesi – il 1 agosto 2026 – quando le disposizioni saranno applicabili a tutti gli sviluppatori di AI operanti in UE – fornitori, deployer, produttori, importatori, distributori, rappresentanti, ecc., v.art. 2) che immettono o mettono in servizio sul mercato sistemi di IA o modelli di IA per finalità generali nell’Unione, indipendentemente dal fatto che siano stabiliti o ubicati nell’Unione o in un paese terzo.
I divieti sulle pratiche vietate entreranno in vigore dopo sei mesi, mentre gli obblighi sui modelli di IA inizieranno dopo un anno. Tutte le altre norme entreranno in vigore dopo due anni, ad eccezione della classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio che devono essere sottoposti a una valutazione di conformità da parte di terzi ai sensi di altre norme dell’UE, ritardata di un ulteriore anno.
Nello specifico, si applicheranno dal 2 febbraio 2025 (6 mesi):
- gli articoli da 1 a 4, relativi a oggetto, ambito di applicazione, definizioni e obblighi di alfabetizzazione IA (obbligo per i fornitori e gli sviluppatori di avere personale addestrato e competente);
- l’art. 5 sulle pratiche di IA vietate (no profilazioni avanzate che utilizzano la biometria, in primis sui luoghi di lavoro).
Dal 2 agosto 2025 (12 mesi):
- le norme sull’impianto sanzionatorio (con sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale annuo; la sanzione per i fornitori di modelli IA a scopi generali – fino a 15 milioni di euro o fino al 3% del fatturato – si applicherà dopo 24 mesi);
- le norme sui modelli di IA per finalità generali – GPAI;
- le norme sulle Autorità di notifica, sulle relative procedure di notifica e sugli organismi notificati;
- l’art. 78 (riservatezza dei dati trattati in conformità al regolamento);
- le norme che istituiscono la banca dati UE sui sistemi di IA ad alto rischio;
- Rinviata al 2 agosto 2027 l’applicabilità delle norme sui sistemi di IA “ad alto rischio” e dei connessi obblighi.
La Commissione europea ha già istituito l’Ufficio AI e sta reclutando esperti.
Con l’Ai Act l’Europa si è attestata regione leader a livello mondiale per quanto riguarda la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, ma ha accumulato ritardi nella creazione di un ecosistema fertile per gli investimenti e l’innovazione in questo settore. Fra le diverse iniziative proposte per rimediare a questa situazione segnala quella presentata nel marzo 2024 dal Meccanismo di consulenza scientifica della Commissione europea, parte della DG Ricerca e innovazione, di creare un “Cern per l’IA nella scienza” e quella di creare un Fondo sovrano per le tecnologie per l’infrastruttura pubblica digitale europea. In un documento di analisi approfondita del think thank Ceps, segnalato da Confindustria si presenta una possibile iniziativa che combina tali proposte .


