RADIO DAB+: CRTV propone proroga dell’esenzione dei diritti amministrativi

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La misura intende promuovere il consolidamento del mercato, sostenere la transizione digitale e assicurare condizioni operative coerenti con le criticità evidenziate dalle associazioni di categoria.

Confindustria Radio Televisioni intende promuovere un emendamento alla prossima legge di bilancio volto a prorogare di ulteriori cinque anni l’esenzione dal pagamento dei diritti amministrativi e dei contributi per l’utilizzo dello spettro radio dovuti dagli operatori di rete DAB+, intervenendo sull’articolo 50, comma 11‑bis, del Decreto Legislativo 208/21. L’estensione della franchigia da cinque a dieci anni consentirebbe di riallineare la disciplina alla ratio originaria della Legge 249/97 e di accompagnare in modo più efficace la transizione digitale del settore radiofonico.

L’esenzione attualmente vigente, calcolata dalla pubblicazione del PNAF‑DAB nell’agosto 2022, non risulta infatti adeguata rispetto allo stato di avanzamento del mercato. La fase di avvio delle trasmissioni terrestri non può considerarsi conclusa, poiché non sono stati ancora raggiunti i parametri minimi fissati dalla delibera Agcom 664/09/CONS, sia in termini di copertura delle reti sia per la diffusione dei ricevitori domestici e automobilistici.

A ciò si aggiunge un percorso di sviluppo segnato da ritardi strutturali e da una forte disomogeneità nelle procedure di assegnazione dei diritti d’uso: nel comparto nazionale, due operatori su tre hanno ottenuto le frequenze solo al termine del beauty contest concluso nel giugno 2024, mentre nel comparto locale le procedure avviate nell’aprile 2024 risultano ancora frammentate e condizionate da contenziosi pendenti.

Ulteriori criticità derivano dai costi imprevisti sostenuti per le attività di refarming, con ripetute risintonizzazioni necessarie per migrare sulle nuove frequenze pianificate. Investimenti integralmente assorbiti dagli operatori, che hanno inevitabilmente sottratto risorse alla crescita delle reti e alla piena maturazione del mercato.

Il quadro regolamentare resta, dunque, caratterizzato da una persistente instabilità: presso il Consiglio di Stato sono tuttora pendenti ricorsi relativi alla legittimità del PNAF‑DAB e alla delibera Agcom 292/23/CONS, che interviene sugli obblighi di cessione della capacità trasmissiva a favore dei fornitori di contenuti indipendenti. In assenza di certezza giuridica, tecnica e amministrativa, l’introduzione di nuovi oneri concessori rischierebbe di gravare su un settore ancora impegnato in investimenti infrastrutturali rilevanti.

In questo contesto, CRTV ritiene che la proroga decennale – o, in subordine, la sua applicazione al raggiungimento delle soglie di diffusione dei ricevitori previste dall’Autorità – rappresenti una misura necessaria per garantire il consolidamento del mercato, sostenere la transizione digitale del mezzo radiofonico e assicurare condizioni operative coerenti con le criticità evidenziate in modo trasversale dalle associazioni di categoria. L’Associazione conferma pertanto la volontà di promuovere un emendamento che tuteli la sostenibilità del settore e accompagni in modo ordinato lo sviluppo del DAB+ in Italia.

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