I sistemi di ricerca generativa di Google mettono a rischio la sostenibilità degli editori

Intelligenza Artificiale _ CC Markus Winkler

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Marano: “L’editoria italiana – televisione, radio, stampa – è un asset strategico del Paese”.CRTV guarda con attenzione alla segnalazione di Agcom alla Commissione UE per una possibile violazione del DSA

“Per Confindustria Radio Televisioni l’editoria italiana – televisione, radio, stampa – è un asset strategico del Paese,  non un settore industriale come gli altri, ma una componente della sovranità culturale e democratica. È da questa prospettiva che l’associazione guarda con attenzione alla decisione di Agcom di segnalare alla Commissione europea i servizi di intelligenza artificiale di Google, chiedendo una verifica alla luce del Digital Services Act”. È quanto dichiarata dal Presidente di CRTV, Antonio Marano.

I sistemi di ricerca generativa cambiano il modo in cui le piattaforme gestiscono l’informazione: invece di indirizzare l’utente verso le fonti, offrono risposte complete e lo tengono dentro il motore di ricerca. Così una parte del valore prodotto dagli editori non arriva più a chi realizza i contenuti. Per questo CRTV chiede che il 5% del fatturato dei grandi operatori del web in Italia sia destinato al sistema culturale e informativo nazionale, per sostenere pluralismo e qualità (si veda Speech del Presidente, Convegno “Prominence, pluralismo e nuove regole nell’ecosistema digitale”).

La segnalazione di Agcom si inserisce in questo quadro. L’Autorità ha chiesto alla Commissione europea di valutare i servizi AI di Google Ireland (Ai Overview e AI Mode) rispetto agli articoli 27, 34 e 35 del DSA, dopo una denuncia della FIEG che evidenzia riduzione della visibilità dei contenuti editoriali, rischi per la sostenibilità economica degli editori – soprattutto quelli più piccoli – e risposte generate dall’IA difficili da verificare (nota stampa Agcom). «L’AI di Google scoraggia l’utente dall’andare alle fonti», ha dichiarato il presidente Giacomo Lasorella al Sole 24 Ore, segnalando un rischio sistemico non adeguatamente valutato.

La richiesta italiana si aggiunge ad una segnalazione analoga dell’autorità tedesca, creando un fronte comune. Se la Commissione dovesse accertare violazioni, le sanzioni potrebbero arrivare fino al 6% del fatturato. Intanto, il 12 maggio è attesa la sentenza della Corte di giustizia europea sul modello italiano di equo compenso (delibera Agcom n. 3/2023/CONS), contestato da Meta: una decisione che potrebbe orientare il quadro europeo, mentre l’evoluzione dell’IA rende necessario aggiornare le regole.

Per CRTV, la partita è di sistema. L’informazione non è un bene accessorio e la sua governance da parte di soggetti extra‑nazionali può incidere sulla capacità del Paese di garantire il diritto sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Come ha ricordato il presidente Antonio Marano, la trasformazione tecnologica non può tradursi in una perdita di controllo sul valore culturale prodotto dall’editoria. Il DSA e l’equo compenso sono strumenti importanti, ma serve un riequilibrio più rapido: negli anni, la mancanza di interventi tempestivi ha già sottratto risorse all’industria culturale europea.

Il nostro obiettivo è chiaro, continua Marano: “assicurare che il valore generato dall’informazione resti nel sistema Paese, sostenendo un ecosistema editoriale libero, pluralista e capace di competere nell’era dell’intelligenza artificiale”.

AI Overviews e AI Mode sono le due interfacce di ricerca basate sull’intelligenza artificiale che Google ha introdotto progressivamente a partire dal 2024. AI Overviews è il riquadro di risposta generativa che appare in cima ai risultati di una ricerca tradizionale, sintetizzando informazioni da più fonti senza necessità di cliccare sui link. AI Mode — disponibile in Italia dall’ottobre 2025  è un passo ulteriore: sostituisce l’intera pagina dei risultati con un’interfaccia conversazionale stile chatbot, alimentata dal modello Gemini di Google, in cui l’utente dialoga con il sistema attraverso domande successive. In entrambi i casi, l’utente ottiene una risposta elaborata dall’IA senza essere indirizzato ai siti che hanno prodotto i contenuti originali.

Photo credits: Markus Winkler, CC0

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